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Profughi, Balcani incubo Italia. Se Schengen cade nuova orda

ROMA – Profughi, l’incubo dell’Italia, di Angelino Alfano e Matteo Renzi, oggi si chiama soprattutto Balcani. Perché è da là che, se i Paesi del centro europa dovessero continuare con la linea anti Schengen sigillando di fatto il confine tra Grecia e Macedonia, che dalla primavera in poi potrebbe arrivare un nuovo esodo di migranti.

Il tempo, come spiega su La Stampa Francesco Grignetti, stringe. Quando arriverà la bella stagione, più o meno a maggio, il flusso dei migranti via mediterraneo è infatti destinato ad aumentare. E lo scenario che tracia Grignetti di quanto potrebbe accadere tra qualche mese è decisamente fosco:

Il punto, però, è che si sta materializzando l’incubo peggiore dell’Italia. Ci stanno contornando di muri e da canale di transito ci vediamo trasformati in vicolo cieco. «Le regole di Dublino – dice quindi anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, parlando con la Cnn – mettono a rischio la libera circolazione nella Ue. Bisogna condividere il peso dei migranti, perché se continuiamo solo a criticare la Grecia o i Paesi di primo arrivo, il solo risultato sarà che non avremo più Schengen. E non avere più Schengen sarebbe pericoloso per la Ue».

Paesi di primo arrivo. Come l’Italia. Terra in cui i profughi arrivano in massa ma non per restare. Sperano di continuare il viaggio verso nord. Ma è qui, che con Schengen di fatto già parzialmente sospeso, che si genera il problema. Ancora Grignetti:

 Ma che succede se le Alpi tornano a essere una barriera naturale? La primissima risposta, Alfano l’ha già tra le carte predisposte dal Viminale: occorreranno nuovi centri di accoglienza, tipo spot, al Brennero e a Tarvisio. Con la chiusura della frontiera austriaca, infatti, ci sono da aspettarsi le tendopoli ai valichi.

«Su Schengen – insiste intanto Alfano – a mio avviso, per ragioni tecniche e politiche, fino a maggio siamo in tempo». Maggio è dunque la nostra deadline. Quando tornerà il bel tempo e potrebbero rivedersi masse di profughi alle porte dell’Europa. E se la sospensione per 2 anni chiesta dai Sei sembra una catastrofe, ancora peggio potrebbe essere se altri chiudessero la rotta balcanica. Il rischio, visto da Roma, è che i migranti potrebbero tornare a traversare il mare. Oppure che da Grecia e Croazia potrebbero riversarsi verso i porti di Ancona e Bari. E allora sì che sarebbero guai. Ci troveremmo a dover accogliere 200 o 300 o 400 mila persone.

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