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Roma. Lite per botticella a piazza Venezia finisce a coltellate

ROMA – Una lite per una botticella ha dato vita ad una violenta rissa, finita a urla, calci, pugni e coltellate. La scena arriva da piazza Venezia, a Roma, quando un uomo completamente ubriaco e armato di coltellaccio ha aggredito il vetturino di una botticella nel pomeriggio del 13 giugno. Una scena quasi da film, che è proseguita con l’aggressore che si è dato alla fuga che veniva inseguito lungo via dei Fori Imperiali fino a quando l’uomo è stato arrestato. I protagonisti sono un suocero che pretendeva soldi dalla figlia e da suo marito, il vetturino della botticella.

Il movente della lite degenerata in rissa sarebbe da legare ad una storia familiare di rancore e soldi, con debiti per un migliaio di euro, scrive Laura Larcan sul Messaggero:

“Una scena da film che si è trasferita lungo via dei Fori Imperiali. Perché di fronte agli agenti, l’aggressore, T. C., un romano di 65 anni, ha preso la via della fuga, non prima di aver tentato di disfarsi dell’arma (un coltello di quasi trenta centimetri), gettandola in una fioriera che ornava l’aiuola ai piedi del Vittoriano. Gli agenti del gruppo Trevi sono riusciti a bloccarlo. Ma a quel punto hanno dovuto fare i conti con la furia dell’altro uomo, l’aggredito, il conducente della botticella, romano anch’egli di 42 anni.

«A pezzo di m…,prenditela con me e non con tua figlia», avrebbe urlato, scagliandosi con pugni e calci a raffica. I due, infatti, sono risultati imparentati, l’uno suocero dell’altro, con un rapporto logorato da vecchi contrasti di natura economica. I due agenti in azione (risolutivo l’intervento della collega vigilessa) hanno dovuto faticare non poco per separarli. Alla fine, sopraggiunti rinforzi sul posto, i due sono stati separati, posti in stato di fermo e portati al comando di Via della Greca. Pochi attimi di tensione nel cuore della Capitale, per una vicenda che è stata tenuta sotto controllo dall’inizio alla fine dalla polizia municipale. E qui i fatti di questa folle domenica pomeriggio sono stati ricostruiti.

Voleva soldi, T.C. Circa un migliaio di euro. Aveva telefonato alla figlia, la moglie del vetturino della botticella, domenica mattina. Già nel delirio dell’alcol le aveva urlato al telefono «Se non mi date i soldi vi sgozzo a tutti e due». Poco dopo – era il primo pomeriggio – sempre su di giri, si era presentato sotto casa, nel quartiere del Trullo. E si era attaccato al citofono. La donna non ha risposto, ed ha invece chiamato il 112 per denunciare il padre. Rimasto senza soddisfazione, il 65enne si è diretto al parcheggio delle botticelle di piazza Madonna di Loreto. Dove ha innescato la rissa. Tutto è iniziato intorno alle ore 18. Ne è venuto fuori un profilo poco limpido: l’uomo ha collezionato una serie di precedenti penali per rapine e scippi. Risalivano fino al 2004 quando derubava perfino i clienti che uscivano dai rispettivi istituti bancari.

LE ACCUSE

Insomma, per T.C. è scattato l’arresto con l’accusa di porto abusivo d’armi, aggressione, violenza privata e resistenza alle Forze dell’Ordine. Quest’ultima denuncia è fioccata anche ai danni del vetturino della botticella. Ieri mattina, il suocero è stato accompagnato in Tribunale: per lui è stato convalidato l’arresto, ma condannato a piede libero, attende ora di essere processato con rito direttissimo. Ancora un caso che, tra interessi economici e violenza, sfiora l’obsoleto servizio di carrozzelle turistiche, contro cui da mesi si mobilitano gli animalisti. E contro cui si sono schierati entrambi i candidati alla poltrona del Campidoglio”.


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