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Roma, rom in Ferrari al campo nomadi e sussidio comunale

ROMA – I rom del campo nomadi di Roma a Castel Romano vivono di sussidio comunale ma girano in auto di lusso come Porsche e Ferrari e hanno case proprio al centro della Capitale. Questo quanto emerso dall’inchiesta sulle baraccopoli di Roma dei carabinieri della compagnia dell’Euro coordinate dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, Si tratta di rom che operano nell’ambito del traffico di droga e che accumulano soldi attraverso tangenti e affari illeciti.

Secondo l’inchiesta sono almeno 7 su 10 i rom che vivono a spese del Comune di Roma nelle baraccopoli senza averne diritto, scrive Ilario Filippone su Il Messaggero:

“LA BLACK LIST
Ricchi e pregiudicati, la lista nera redatta dai militari dell’Arma è un campionario di reati puniti severamente dal codice penale. Tra i casi più eclatanti quello di Jasmin Sedic, condannato a 15 anni e 8 mesi di reclusione per traffico internazionale di coca, che ha alloggiato in una baraccopoli di Roma a spese dell’erario. Nel 2009 il prefetto e il questore gli avevano negato il rinnovo del permesso di soggiorno, intimandogli di lasciare immediatamente l’Italia. Hanno pesato sulle casse comunali anche i coniugi Idriz e Suada Cimiz, una coppia clandestina che aveva dei precedenti in materia di stupefacenti. Nove anni fa avevano venduto un terreno alla Elgad srl, incassando ben 280mila euro. Altri nomadi hanno riportato condanne per ricettazione, furti e rapine. Nel 2012 il bosniaco Dzevad Hamidovic si è visto revocare il permesso di soggiorno, ma ha continuato ad abitare nel campo di Castel Romano.

PORSCHE E VILLA IN CENTRO
Scrivono gli inquirenti: «Per la gestione dei campi, l’amministrazione stanziava circa 65 milioni annui». A beneficiarne anche un ex spacciatore, Omer Cizmic, un bosniaco solito aggirarsi in Ferrari o in Porsche. Assegnatario di due roulotte all’interno di Castel Romano, l’uomo aveva un parco auto stimato in 600mila euro. La sua famiglia era proprietaria di cinque Bmw, due Mini Cooper, sei Mercedes, due Fiat 500 e sette Volkswagen. Nel mirino degli investigatori è finito anche il padre. Nonostante avesse una villa in piazza Meucci, poteva contare su due camper con annessi servizi profumatamente pagati dal Comune”.


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