Blitz quotidiano
powered by aruba

Roma, tenta di darsi fuoco in commissariato: fermato

Voleva uccidersi dandosi fuoco all'interno di un commissariato di polizia, ma un imprenditore romano è stato fermato proprio da due agenti

ROMA – Voleva uccidersi dandosi fuoco all’interno di un commissariato di polizia, ma un imprenditore romano è stato fermato proprio da due agenti prima che potesse mettere in pratica il suo piano. Racconta Il Mattino:

Voleva farla finita con un gesto eclatante, da consumare all’interno del commissariato Casilino Nuovo, dandosi fuoco, ma viene fermato dal pronto intervento di un poliziotto che lo ha arrestato evitando, così, una strage. L’uomo, finito sotto processo per direttissima, accusato di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, è stato condannato ad una pena di 6 mesi di reclusione.

È successo lunedì sera: l’uomo, imprenditore 41enne, travolto dalla crisi economica che lo aveva portato sul lastrico, aveva deciso di farla finita. Così, munito di tre foglietti scritti a mano e di una bottiglietta piena di benzina, si era recato nel vicino commissariato. Arrivato davanti all’agente di guardia, gli aveva sussurrato, senza farsi capire, poche parole. Poi aveva estratto i 3 foglietti e li aveva passati al poliziotto e, come niente fosse, si era diretto verso la sala d’attesa dove si trovavano all’incirca 15 persone.

L’agente, incuriosito e insospettito dal comportamento del 41enne, aveva preso in mano il primo dei tre foglietti e aveva iniziato a leggere: «Mi scuso per questa notte ma era l’ultima con la quale volevo darmi e darci una soluzione, non l’ho trovata, baci baci». Un brivido corse sulla schiena del poliziotto che, avendo ormai chiare le intenzioni dell’uomo, si era precipitato fuori dalla guardiola, raggiungendolo. Attimi di panico con l’uomo sorpreso proprio mentre stava finendo di cospargersi il corpo di benzina e con l’accendino pronto in mano. L’agente si avventa placcando l’uomo che, finito in terra, da il via ad una colluttazione. La furia del 41enne sembrava irresistibile e, così, era dovuto intervenire un secondo agente che, rimanendo ferito nello scontro, era riuscito ad ammanettarlo e arrestarlo. Poi, proprio nei foglietti che l’uomo aveva consegnato all’agente, le motivazioni del suo gesto: «Vorrei solo un aiuto per non far perdere tutto quello che mi hanno dato i miei, due angeli, ma nessuno mi aiuta. Ora mi do fuoco. Speriamo che qualcuno aiuti i miei che avrei solo voluto rendere fieri di me».


TAG: