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Saffie Johnson, figlio a 17 anni, nozze a 18, suicidio a 19

MANCHESTER – Saffie Johnson, figlio a 17 anni, nozze a 18, suicidio a 19. A 17 anni ha avuto il suo primo e unico figlio, a 18 anni si è sposata, a 19 si è tolta la vita. La terribile parabola della vita di Saffie Johnson, una giovane mamma di Manchester suicida forse a causa di una depressione post partum è tutta qua. In questa triplice cadenza di eventi. La giovane aveva annotato tutto sul suo diario, compreso un ultimo e angoscioso post: “Oggi morirò”. Una scelta pianificata con cura, visto che la giovane mamma ha anche scritto una lettera per suo figlio da consegnarli soltanto quando compirà 18 anni.

La vicenda, come riporta Il Messaggero, è avvenuta lo scorso anno a Manchester ma ora la polizia ha deciso di rendere noto l’angoscioso contenuto del diario della mamma. Scrive il quotidiano romano:

Sugli appunti che raccoglievano i suoi pensieri più profondi aveva scritto “Oggi morirò”. E così si è tolta la vita in casa dopo che i suoi genitori sono uscita lasciandola sola, diventando vittima della cosiddetta depressione post partum. La ragazza è stata trovata cadavere dal fratello minore rientrato dal college e accanto al corpo un biglietto in cui ha riportato le motivazioni del suo gesto estremo. Saffie ha anche scritto una lettera da consegnare al figlio al compimento del suo diciottesimo anno di vita.

Nel corso dell’inchiesta è stato ascoltato anche il marito Daniel: “Ho cercato come meglio ho potuto di aiutarla a superare la depressione, ma la pressione di essere diventata madre così presto è stata troppo per lei”.

L’uomo racconta una incredibile storia di dolore e solitudine. Con la giovane Saffie che rifiutava ostinatamente di farse seguire dai medici. Ma Daniel qualche peso sulla coscienza ce l’ha. La donna ha cercato di uccidersi in diverse occasioni, quasi sempre dopo discussioni con lui:

“Saffie non ha mai detto a nessuno cosa provava e come si sentiva, non ha mai preoccupato i genitori perché voleva affrontare il problema da sola- ha proseguito l’uomo in lacrime – amava il suo bambino, ma quando lo abbiamo avuto è peggiorata. Era terribilmente paranoica e i suo sbalzi di umore sono aumentati. Credo che soffrisse di depressione post partum, ma non si è mai fatta visitare da nessun medico.

I due si sono conosciuti giovanissimi e dopo due settimane si sono sposati. Come ha raccontato il marito: “Sapeva cosa voleva dalla vita, ma il nostro rapporto ha cominciato a inclinarsi quando abbiamo avuto problemi di soldi. Ho cercato di lavorare e darle il meglio, ma lei ha tentato di togliersi la vita ogni volta che litigavamo e in cinque diverse occasioni: soffocando con cavi elettrici o bevendo candeggina. Ha anche cercato di annegarsi in bagno, ma sono entrato in tempo”.

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