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Salvatore Girone, arma segreta per riportarlo in Italia è…

NEW DELHI – Riportare Salvatore Girone e Massimiliano Latorre a casa. Una nuova arma potrebbe essere nelle mani del governo italiano affinché i due marò possano tornare definitivamente in Italia dopo la detenzione in carcere a New Delhi, in India. Il governo indiano infatti sta premendo per un accordo con gli Stati Uniti che gli consenta di entrare tra le potenze mondiali e l’Italia potrebbe far sentire il suo veto all’ammissione, a meno che l’India non decida di liberare i due fucilieri della marina.

Claudio Cartaldo su Il Giornale scrive che a parlare dell’arma segreta è il Corriere della Sera, che spiega come l’India e gli Stati Uniti siano in trattativa per ratificare un accordo, l'”US-India Defense Technology and Partnership Act”:

“Un accordo che potrebbe ammettere l’India nel novero delle grandi potenze mondiali, dandogli un rilievo pari a quello di Israele e degli altri Paesi Nato. Non poco. E dalle parti di Dehli tengono molto a questo accordo. Lo ha fatto capire il premier Modi: l’India deve ridurre al minimo i rischi di far saltare il patto.

La vicenda di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre potrebbe diventare un grosso ostacolo. Tra i punti dell’accordo tra Modi e Obama, infatti, c’è anche la promessa per l’India di essere ammessa nel Mtcr, il Missile Technologyu Control Regime, ovvero l’associazione che controlla tutte le compravendite e il commercio missilistico. Ebbene, l’Italia è membra di questa associazione e già nell’ottobre scorso ha posto il veto sull’ammissione di Delhi. Potrebbe rifarlo a breve, specificando come motivazione proprio la detenzione dei due fucilieri di marina. Un blocco che potrebbe risultare fastidioso per Modi e in qualche modo mettere in difficoltà l’amministrazione Usa. Ripetere questo “stop” potrebbe “costringere” l’India a “liberare” i marò, alleggerendo la presa sulla loro detenzione.

Non solo. Perché la stessa cosa potrebbe essere fatta anche con altri enti internazionali che fanno gola a Delhi: il Nuclear Suppliers Group (controllo proliferazione armi nucleari), il Wassenaar Arrangment (esportazioni armi convenzionali) e l’Australia Group (monitoraggio produzione di armi chimiche). E lo stesso discorso vale per il viaggio di Modi in Europa in corso in questi giorni. La questione dei marò è già stata sollevata in diverse occasioni ad alti livelli Ue, con un comunicato che afferma l’intenzione delle parti di rispettare quanto verrà deciso dall’Aja.

Ma se la pressione su Modi dovesse diventare tale da chiudere troppe porte europee all’India, allora la morsa di Delhi sui due fucilieri potrebbe ridursi”.

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