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Salvini: militante Sel “zecca rossa”. Ma i centri sociali…

ROMA – Salvini lo ha definito “zecca rossa” ma lui, Gianluca Peciola, ex consigliere comunale di Sel, che ha versato del disinfettante un banchetto della Lega, ha agito con questa motivazione:

“Roma va protetta dal contagio di xenofobia e intolleranza”.

L’episodio è di sabato 5 marzo 2016, ha avuto come scenario una strada della Garbatella, rione ex popolare di Roma, dove alcuni militanti di Noi con Salvini avevano allestito un banchetto per intercettare iscrizioni dai passanti.

Gianluca Peciola, ex consigliere comunale di Sel, riferisce il Messaggero di Roma,

si è avvicinato e ha versato vicino al banchetto del disinfettante. I militanti di Salvini hanno reagito e allontanato Peciola che su Twitter ha rivendicato l’azione: «Roma va protetta dal contagio di xenofobia e intolleranza».

Su Facebook, Matteo Salvini, leader della Lega, ha replicato con gli  interessi:

«Zecca Rossa (e consigliere comunale sinistro) si presenta con il disinfettante al nostro gazebo di Roma Garbatella. Pensate, questo è il più intelligente del suo centro sociale, lo abbracciamo forte forte».

Luciano Andreoni, coordinatore romano di Noi con Salvini, ha detto al Messaggero:

“Si tratta di un gesto gravissimo da parte di chi dovrebbe rappresentare le istituzioni e invece usa il suo ruolo per insultare e provocare. Ma non ci fermeranno».

Barbara Saltamartini, deputato approdata al Gruppo della Lega dopo un percorso da An via Pdl e Ncd, che era presente accanto al banchetto, ha definito l’iniziativa di Gianluca Peciola

“Una brutta intimidazione che arriva dopo gli episodi accaduti la scorsa settimana”.

Secondo militanti della “Noi con Salvini” l’abluzione ha avuto un seguito, che il Messaggero riferisce così:

Sono arrivati una ventina di ragazzi dei centri sociali con cartelloni e striscioni con le scritte “Roma non ti vuole” e “Mai con Salvini”. Spintoni, urla e insulti e qualche fumogeno lanciato dai ragazzi dei centri sociali verso la postazione di Noi con Salvini: solo il massiccio schieramento delle forze dell’ordine, poliziotti in assetto antisommossa e 3 blindati presenti, hanno evitato che le provocazioni degenerassero. Risultato: banchetto chiuso in anticipo, alle 17,30, mezz’ora prima del previsto.

Commenta Barbara Saltamartini, che rivendica “grande senso di responsabilità e molto dispiacere” per la chiusura anticipata:

“Non vogliamo creare disagio ai cittadini e alle forze dell’ordine. Ma sia chiaro: la Garbatella è di tutti, non solo di una certa sinistra intollerante”.