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Salvatore Failla morto, moglie contro Renzi: Governo sbagliò

ROMA – Salvatore Failla è uno degli italiani rapiti e uccisi tre mesi fa in Libia e ora la vedova, Rosalba Castro, punta il dito contro Matteo Renzi e il governo. “Hanno sbagliato tutto e ci hanno dimenticati”, dice la donna accusando il governo di aver compiuto errori e di aver dimenticato le famiglie degli ostaggi italiani uccisi, tra cui anche Fausto Piano.

Fausto Biloslavo su Il Giornale scrive che Failla è stato ucciso nel mese di marzo 2016 in Libia insieme ad un latro ostaggio italiano, Fausto Piano, e ha intervistato la vedova dell’uomo che racconta la sua rabbia e il suo dolore:

“Sono passati quasi tre mesi dall’uccisione di suo marito e dell’altro ostaggio italiano. Il vostro caso è stato dimenticato?

«Questo caso è stato dimenticato fin dal 20 luglio dello scorso anno quando li hanno rapiti. Se qualcuno se ne fosse occupato seriamente mio marito e Fausto non sarebbero stati uccisi».

Cosa intende dire?

«Il governo non ha voluto trattare, come è stato fatto in tanti altri rapimenti. I criminali che tenevano mio marito e gli altri ostaggi erano pronti a negoziare, ma il governo gli ha chiuso la porta in faccia. Durante gli otto mesi di sequestro le poche volte che i funzionari della Farnesina mi hanno parlato di qualche spiraglio sostenevano che il gruppo non era stabile e per questo motivo la trattativa non andava a buon fine. Due ostaggi, però, sono ritornati. E altri due sono stati uccisi».

Si è fatta un’idea su chi fossero i sequestratori?

«La Farnesina mi diceva sempre che erano criminali comuni, di stare tranquilli, che non erano cattivi e che trattavano bene gli ostaggi. Invece erano dei tunisini dell’Isis».

Perché il governo ha sempre negato che erano terroristi?

«Perché sotto c’è qualcosa di grosso che il governo non vuole farci sapere. Durante il sequestro i rapitori hanno scattato delle foto oltre a girare un video e fatta una registrazione della voce degli ostaggi. Voglio vederli».

Il presidente del Consiglio ha ammesso di essere stato informato prima dagli americani del raid aereo su Sabrata contro l’Isis, che ha fatto precipitare la situazione. Cosa ne pensa?

«Grazie a Matteo Renzi mio marito è tornato in una bara. Il bombardamento non doveva essere avallato dal governo italiano. Subito dopo il raid ho chiamato la Farnesina. Mi hanno assicurato che mio marito e gli altri erano molto distanti dal luogo dell’attacco, altrimenti non lo avrebbero permesso. E invece non era così. Io me lo sentivo che Salvo era proprio a Sabrata. Il governo è responsabile di quello che è accaduto».

Cosa sa con certezza del rapimento?

«Mio marito aveva un volo da Catania a Roma, poi Malta e Tunisia, a Djerba. Salvo avrebbe dovuto pernottare, con gli altri tre, in un albergo già prenotato e mettersi in viaggio la mattina presto del giorno dopo. Il responsabile della logistica, Dennis Morson, ha telefonato, quando ancora erano a Malta, per cambiare repentinamente programma. Atterrati in Tunisia sarebbero stati prelevati dall’autista per mettersi subito in viaggio. Un cambio di programma molto strano. Gino Pollicardo (uno degli ostaggi sopravvissuti, nda) mi ha raccontato che subito dopo essere partiti dalla Tunisia l’autista faceva una telefonata dopo l’altra ed era nervoso. Evidentemente chiamava i rapitori ai quali doveva consegnare gli italiani. È chiaro che era colluso. È stato lui a venderli e adesso l’hanno arrestato, ma l’autista è stato mandato da chi ha cambiato il programma. Morson non si può permettere di dichiarare che mio marito si è messo in viaggio perché non voleva aspettare la nave. Non è vero».

Lei ha reso pubblica la voce registrata di suo marito, che i rapitori le hanno fatto sentire al telefono. Ha avuto altri contatti?

«Dai sequestratori ho ricevuto tantissime chiamate, giorno e notte. Cercavano di fare pressioni su di me, ma ogni volta passavo l’informazione alla Farnesina, che sapeva bene da che numero mi chiamavano. A cosa è servito? Da Roma mi avevano ordinato di non rispondere più alle telefonate».

Due ostaggi sono tornati a casa e due sono stati uccisi. Cosa è andato storto?

«Voglio scoprirlo. Gli ostaggi sopravvissuti sembrano ripetere un copione al quale non credo. Qualcuno li ha imbeccati o imposto di dire sempre le stesse cose».

Per leggere il resto dell’intervista su Il Giornale clicca qui.

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  • Libia, Piano e Failla traditi da autista. Liberati gli altriDall'alto a sinistra, in senso orario: Salvatore Failla, Filippo Calcagno, Fausto Piano e Gino Pollicardo
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