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Santone cura bimbo cieco con alcol e erbe: condannato

ROMA – Diceva di voler guarire il loro bambino, nato cieco, con alcol e pozioni a base di erbe. Per questo un sedicente santone indiano, A. B. di 58 anni, è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione. Ai genitori disperati è riuscito a spillare circa 150 mila euro in due anni in cambio delle sue pozioni miracolose.

La storia è raccontata da Paolo Tripaldi sul quotidiano Il Messaggero:

Si trattava di bibite che lo stesso 58enne preparava nel suo laboratorio: l’uomo, infatti, è nel commercio di erboristeria, sempre a base di aloe, una sostanza che lo stesso definiva «miracolosa» e che certamente avrebbe fatto riacquistare la vista al piccolo.
Non solo: la bibita a base di aloe doveva essere bevuta anche dal papà e dalla madre del bambino, altrimenti i «malefici avrebbero preso il sopravvento» e il bambino avrebbe potuto avere «altre brutte malattie».
Un incubo iniziato per caso con la presentazione del 58enne al padre del piccolo da parte di amici comuni. Entrambi avevano frequentato un tempio induista e quasi subito dagli argomenti sull’Oriente si è passati alle guarigioni magiche che l’uomo sosteneva di aver compiuto in passato con le sue pozioni di aloe nella foresta amazzonica e in Sud America.
La coppia si è così affidata ai consigli del “santone” entrando in una spirale che li ha visti consegnare diverso denaro sia per acquistare le bevande, che avrebbero portato alla guarigione del loro bambino, sia per sponsorizzare l’attività commerciale del 58enne.
Spesso l’uomo si vestiva con indumenti orientali e andava a casa della coppia per accertarsi di persona che seguissero alla lettera le sue istruzioni.
Così come raccontato nella denuncia, il “santone” aveva detto alla coppia che, in base a quanto aveva percepito, “Dio li aveva prescelti per dare al mondo una bambina che avrebbe redento l’umanità” ma erano tenuti ad avere il loro cellulare sempre acceso, anche di notte, “per ascoltare le sue istruzioni poiché erano frutto di locuzioni spirituali dovute al suo diretto colloquiare ed interrogare il Signore Dio”.

LE INTRUSIONI
La coppia, inoltre, ha denunciato di aver consegnato denaro al “santone”, sempre sperando nel suo intervento per la guarigione del loro bambino, per finanziare alcune sue attività. In un episodio vennero invitati a pagare un viaggio in areo in prima classe per gli Emirati Arabi dove il 58enne si doveva recare per acquistare dei prodotti. In un altro caso versarono ottomila euro per finanziare la partecipazione a una fiera che doveva svolgersi a Roma nel campo dell’erboristeria.
Non arrivando risultati per la guarigione del bambino e il suo riacquisto della vista il “santone” ha iniziato a colpevolizzare proprio i genitori del piccolo. Come raccontato nella denuncia, la coppia venne invitata, a quel punto, a confidare a lui ogni intimo particolare della vita coniugale poiché «solo così si può intervenire sul bimbo».
Poi sono iniziate le visite a casa di giorno e di notte, quando, come raccontano le vittime, «obbligava a sentire le sue locuzioni e mettere per iscritto le sue intuizioni e addestrare circa le pratiche da seguire per la guarigione del piccolo».
La colpevolizzazione della coppia per la malattia del bambino si è poi estesa a qualsiasi cosa negativa accadesse al cinquantottenne o ai suoi familiari.
La coppia, come ha denunciato, veniva denigrata e «ritenuta colpevole» anche di piccoli episodi che avvenivano in luoghi dove non erano mai stati.


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