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Si separa da moglie magistrato. Inizia incubo, perde tutto

MILANO – Sposato con due figli. Il matrimonio naufraga e i due si separano. Fin qui tutto normale. Se non fosse per un particolare. Per lui inizia un vero e proprio calvario. Lui, scrive il quotidiano Libero, è un professore universitario di diritto. Lei è un magistrato “in vista”. E la separazione, per lui, è un bagno di sangue che lo porta addirittura a ricevere buste paga da… 37 euro. La vicenda la racconta nei dettagli Salvatore Garzillo:

La storia è iniziata tre anni fa, quando il matrimonio è naufragato (pare) per l’arrivo nella vita della donna di un altro uomo. Cose che succedono. Sembrava potesse risolversi con un accordo tra le parti, ma alla seconda udienza l’armistizio si è trasformato in guerra piena. Dopo tre anni gli assistenti sociali a cui sono state affidate le sue bambine di 6 e 12 anni hanno deciso, andando contro la decisione del tribunale, che le figlie trascorrano l’estate al mare proprio a casa del nuovo partner della ex moglie. «In questo modo sponsorizzano di fatto l’alienazione genitoriale nei miei confronti», ha commentato il professore ad Avvenire. Di contro, gli assistenti sociali hanno motivato così la loro decisione: «Considerato che le bambine conoscono da anni il signor X e che hanno un buon rapporto con lui, e che la relazione tra la madre e il signor X è stabile e duratura, non si rilevano elementi di pregiudizio per le minori date dalla coabitazione con il compagno della madre».

Gli stessi assistenti sociali che nel novembre scorso gli hanno anche impedito di battezzare le figlie. «Sembra incredibile, ne sono consapevole – ha raccontato il 43enne – ma mi hanno fatto capire di non insistere troppo perché potrebbero anche decidere l’affidamento delle mie figlie a una casa-famiglia. E a quel punto non le vedrei più. Ma come padre e come credente, l’impossibilità di impartire alla mia figlia più piccola il sacramento dell’iniziazione cristiana mi pesa sul cuore come un macigno. Non c’è nessuno che possa aiutarmi?».

E poi c’è la parte economica:

O meglio, una spiegazione l’ha trovata, anche se poco tecnica: «Mia moglie è un magistrato in vista». Questo, secondo lui, avrebbe portato i colleghi della ex moglie a un accanimento nei suoi confronti operato con precisione chirurgica, utilizzando gli strumenti affilatissimi della legge. E così Giorgio, come raccontato in diverse puntate dal quotidiano Avvenire a distanza di mesi, al termine della separazione si è trovato una busta paga di soli 37 euro. Cifra che poi, paradosso, è addirittura scesa sotto zero, arrivando a -300. Il calcolo si spiega così: «Siccome mi è già stato pignorato un quinto dello stipendio e io ho dovuto cedere un altro quinto per poter pagare il mutuo sulla casa coniugale dove vivono mia moglie e le bimbe, lo stipendio è sceso a 1.087 euro – ha raccontato il professore -. Dopo di che, nel giugno 2015, è intervenuto nuovamente il giudice, che ha disposto la distrazione dello stipendio di altri 1.050 euro». Successivamente la quota è stata abbassata a mille euro ma sono rimasti i debiti pregressi, e poiché il suo stipendio è di 1.900 euro ecco, il risultato è proprio -300. Come dire: una vita in rosso, sempre