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Sun: “Anna Barranca accusa Samuel Eto’o: non vuole pagare alimenti alla figlia”

LONDRA, INGHILTERRA –  Il “Sun”  è andato a rispolverare la storia di Anna Barranca, la donna di Iglesias, in provincia di Cagliari, che undici anni fa ha avuto una figlia – Annie – da Samuel Eto’o quando questi giocava al Maiorca.

Ne parla La Gazzetta dello Sport in un articolo a firma di Simona Marchetti. Riportiamone alcuni passaggi.

 “… Una storia durata sette mesi (“lo mollai quando lo vidi abbracciato ad un’altra”, raccontò anni fa la cagliaritana) e conclusasi con il test del DNA disposto da una corte spagnola, che nel 2004 confermò la paternità di Eto’o (che ha già quattro figli con la moglie Georgette e che qualche anno fa venne pure accusato da una certa Amina, una modella senegalese abitante a Milano e in attesa di un figlio da lui, di averla minacciata di morte se non avesse abortito), obbligandolo a pagare 3mila euro al mese alla Barranca per il mantenimento della bambina. Bambina che però il giocatore non avrebbe mai voluto incontrare, malgrado i ripetuti inviti dell’ex compagna a farlo (l’ultimo sarebbe avvenuto addirittura lo scorso 1 dicembre in occasione della sfida contro il Southampton, quando madre e figlia sono inutilmente volate a Londra per vedere Eto’o, che qualche anno fa, alla vigilia di un Cagliari-Inter, scappò persino davanti alle telecamere di Striscia La Notizia, giunte apposta nel ritiro nerazzurro per chiedergli della vicenda).

Non solo, stando al racconto fatto dalla 43enne Anna, che oggi lavora come commessa part-time in un negozio che vende extension per capelli, Eto’o si sarebbe rifiutato persino di pagare quanto stabilito dalla legge, al punto che ora gli arretrati per il mantenimento della figlia ammonterebbero a oltre 100mila sterline (pari a quasi 120mila euro): ovvero, meno di quanto prende Eto’o in una settimana di lavoro al Chelsea, come fa notare non senza malizia il tabloid, rivelando fra l’altro che adesso la Barranca chiede pure un assegno una tantum di 1,8 milioni di sterline (oltre 2,1 milioni di euro) come “polizza sul futuro” per la piccola Annie. “Io voglio solo il meglio per mia figlia – ha raccontato Anna – ma Eto’o sta rendendo la nostra vita un inferno, ci ha lasciato per mesi senza soldi e non è interessato ad incontrare la bambina. Sa che Annie è sua, ma non vuole accettarlo e così ha distrutto la sua vita e questo è imperdonabile”. Stando ai nuovi documenti presentati in tribunale, infatti, a causa dell’evidente rifiuto paterno la ragazzina (che ha il cognome di Eto’o sulla carta d’identità) soffrirebbe di crisi esistenziali e avrebbe sviluppato alcune patologie di natura psicosomatica, come il rifiuto a mangiare carne o pesce e una fobia nei confronti di piccioni e gabbiani. “Penso che Eto’o non capisca più cosa sia davvero importante – ha concluso la signora Barranca – ha tanti soldi e auto di lusso, ma non si preoccupa del sangue del suo sangue… ”.


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