Rassegna Stampa

Teatro dell’Opera di Roma, gli orchestrali scrivono a Muti: “Caro maestro, aspettiamo solo lei”

Teatro dell'Opera di Roma, gli orchestrali scrivono a Muti: "Caro maestro, aspettiamo solo lei"

Teatro dell’Opera di Roma, gli orchestrali scrivono a Muti: “Caro maestro, aspettiamo solo lei”

ROMA – “Settanta professori dell’orchestra dell’Opera – scrive Lorenzo De Cicco del Messaggero – hanno scritto e inviato questa lettera a Chicago, all’ufficio stampa della Chicago Symphony, per il maestro Muti”.

«I musicisti del Teatro dell’Opera di Roma Le scrivono in questi momenti estremamente difficili nella certezza di un profondo rapporto: quello che ha legato noi a Lei e, osiamo credere, Lei a noi. In tutti questi anni abbiamo vissuto insieme i meravigliosi successi scaturiti dal lavoro fatto con la Sua guida, un patrimonio di qualità e di emozioni che non può essere scalfito nemmeno dalle calunnie e dalle offese che la Sua rinuncia ha scatenato contro di noi. Tutto quanto Lei ha più volte detto in difesa del patrimonio artistico che il nostro lavoro rappresenta per il Paese rimane tragicamente inascoltato.
Quante volte ha invitato, anche dal podio del Costanzi, a supportare il nostro Teatro e a operare anche su più vasta scala per ottenere che la politica, ostinatamente sorda, riesca a riconoscere le immense potenzialità legate alla Musica e allo Spettacolo dal vivo? Lei ha testimoniato in tutto il mondo, le nostre caratteristiche, paragonandole a quelle delle più grandi orchestre del mondo. Non lo dimentichiamo. Né dimentichiamo quando auspicava che tutto il Teatro marciasse alla nostra “velocità”!
In questi anni abbiamo imparato a conoscerLa. Sappiamo che, dopo tanto lavoro, tanta dedizione e tanta pazienza, difficilmente vorrà recedere dalla sofferta decisione di abbandonare Roma.
Ma ci permetta, con la consapevolezza del vuoto, non solamente musicale, che creerebbe la Sua assenza, di chiederLe di non recidere il legame unico e irripetibile che ha unito il nostro destino al Suo. …
Ricordiamo a tutti le parole che pronunciò a Tokyo al termine della gloriosa tournée di maggio: “L’Orchestra mi ha seguito anche questa volta con grande fedeltà”. Ebbene Maestro, abbiamo creduto in Lei e ricordiamo ancora il sorriso che ci fece quando allora le promettemmo che l’avremmo “blindata” contro tutte le difficoltà, le invidie e le trappole che, lo sapevamo, sarebbero scattate. Ci dispiace di non essere riusciti a farlo.
Ci dispiace che disegni opportunistici e ottusità varie siano stati ben più forti della nostra fedeltà. Resteremo ad aspettarLa finché ci sarà permesso di farlo. Con l’ammirazione e l’affetto di sempre».

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