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Terremoto, rendere casa antisismica: ristrutturazione costa 20mila euro

ROMA – Non si possono buttare giù i centri storici e i vecchi paesini di mezza Italia, per poi ricostruirli con tecnologie antisismiche. Si tratterebbe di distruggere le case in cui vivono cinque milioni di italiani, sparsi in 6.500 comuni (l’82 per cento del totale) per una superficie considerata critica (ovvero minacciata da terremoti, frane e alluvioni) che si estende per oltre 29.500 chilometri quadrati (pari al 9,8 per ceno del territorio nazionale).

Come scrive Francesco De Dominicis su Libero Quotidiano,

in effetti qualcosa di concreto e assai utile si può fare per evitare che palazzi, quartieri o addirittura cittadine collassino sotto gli effetti di un sisma che in altre zone del mondo, con costruzioni all’avanguardia, non fa poi troppi danni. Il terremoto che ha colpito il centro dell’Italia ha devastato diversi, antichi borghi e piccole località (tra cui Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto) distribuiti nelle province di Ascoli Piceno, Perugia e Rieti. Interi centri abitati letteralmente crollati. Ed è questo il nodo: in particolare nei terremoti il pericolo maggiore (sia per le vite umane sia per i danni cagionati) sono proprio i cedimenti. Che – almeno in buona parte – si potrebbero evitare se negli edifici in muratura fossero installate “semplici” catene. Un’operazione non particolarmente complessa da realizzare, peraltro a costi decisamente contenuti: secondo Giandomenico Cifani, massimo esperto del Cnr (Consiglio nazionale ricerche) per le tecnologie della costruzione, la spesa varia da 10mila a 20mila euro, secondo il tipo di intervento e la dimensione dell’immobile. Non è la soluzione definitiva né tantomeno la svolta antisismica per il nostro Paese, ma almeno si salverebbe la pelle di migliaia di persone che spesso muore sommerso dalle macerie.

L’esempio positivo nel sisma che oltre 35 anni fa colpì l’Irpinia. «Durante il terremoto verificatosi a Sant’Angelo dei Lombardi nel 1980 – spiega Cifani – gli edifici in muratura e cemento armato sono crollati, tranne una decina che aveva le catene». Difficile calcolare quanti fondi siano necessari, complessivamente, per «proteggere» i vecchi palazzi con l’installazione di catene. Di sicuro, il crollo delle abitazioni ha inciso in maniera rilevante sui 160 miliardi spesi dopo i terremoti degli ultimi 40 anni (…)

 


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