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Terremoto: una crepa sul muro, che fare? Esperti rispondono

ROMA – Dopo il terremoto c’è una crepa sul muro, chi chiamare per avere un parere tecnico? Le scosse che, dal 24 agosto, hanno colpito il centro Italia hanno distrutto interi paesi ma anche provocato danni di minore entità. Persino a Roma, lontana centinaia di chilometri dall’epicentro delle varie scosse, alcuni hanno notato delle crepe sospette in casa. Ecco i consigli degli esperti, riassunti dal Corriere della Sera:

«Se l’abitazione si trova nella zona del “cratere” o nelle immediate vicinanze la cosa migliore e più pratica da fare è rivolgersi al proprio Comune di residenza avanzando una richiesta di verifica di agibilità. A sua volta l’ufficio tecnico municipale inoltra la domanda al dipartimento preposto della Protezione civile», spiega il professor Enrico Spacone, docente di tecnica delle costruzioni dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara. «È infatti difficile stabilire a priori se una fessura rappresenta un pericolo se non si è esperti del settore. Anche perché ci sono differenze se si tratta di un edificio in muratura o in cemento armato, se si tratta di un tramezzo, di un muro portante o di un elemento strutturale, se si tratta di un muro interno o della facciata. Perciò se si hanno dubbi e si vuole dormire tranquilli, è meglio avvertire il Comune che avvia una procedura specifica tramite il modulo Aedes».

E per chi abita lontano dalle aree colpite?

Se invece l’abitazione si trova in un’area più lontana, per esempio a Roma, secondo il professor Andrea Prota, docente di tecnica delle costruzioni presso l’Università Federico II di Napoli, e quindi non ha risentito in modo più intenso delle sollecitazioni sismiche, la richiesta di una verifica speditiva presso il Comune rischia di allungare i tempi, intasare le pratiche al municipio e persino di essere controproducente. «Il proprietario», suggerisce Prota, «è meglio che si rivolga a un tecnico di fiducia per monitorare quanto avvenuto e valutare se sono necessarie analisi più approfondite. L’Ingv subito dopo i terremoti pubblica mappe accurate delle sollecitazioni che ha subito il suolo e da quelle si valuta l’accelerazione che ha colpito l’abitazione. Terremoti come quelli dell’Italia centrale hanno epicentri poco profondi. Ciò significa che già a poche decine di chilometri di distanza, per nostra fortuna, le accelerazioni del suolo diminuiscono in fretta e quindi gli edifici subiscono meno danni. Grazie a questo possiamo dire che i cittadini delle aree al di fuori dal “cratere” del terremoto possono stare tranquilli, anche se hanno notato qualche crepa sui muri che non compromette l’agibilità della struttura. Se si vuole stare tranquilli al 100 per cento è meglio comunque chiamare un tecnico. Ma senza farci prendere dal panico».


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