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Tommaso D’Angelo e il titolo: “Ho scritto froci per difendere i gay”

SALERNO – Tommaso D’Angelo, il diretto di Le Cronache del salernitano, difende il suo titolo sul caso del ragazzo di 17 anni stuprato da 4 uomini in un centro per massaggi di Cava de’ Tirreni. “Ho scritto froci per difendere la categoria dei gay”, ha dichiarato D’Angelo in una intervista rilasciata al quotidiano Il Giornale, in cui dopo gli attachi ricevuti sui social racconta la sua verità.

Nell’intervista rilasciata a Nino Materi a Il Giornale il direttore de Le Cronache del salernitano, Tommaso D’Angelo, spiega di essere convinto del suo titolo, in cui definisce “froci e pervertiti” i quattro uomini che hanno violentato un ragazzo di 17 anni e spiega perché lo ha fatto:

“Qualche giorno fa lei ha aperto la prima pagina col titolo: Froci e pervertiti violentano 17enne. Fa sempre titoli così pacati o, se serve, sa andare giù duro?

«Lo so che mi stai sfottendo. Ma io non ho nulla di cui pentirmi. E quel titolo lo rifarei. Parola per parola.

Compreso l’abbinata froci-pervertiti?

«Certo. Perché i trent’anni della mia storia professionale dimostrano che io sono sempre stato dalla parte dei gay».

Mai dubitato. E allora perché nel titolo li ha definiti froci?

«Perché volevo dare una connotazione totalmente negativa a persone che hanno commesso un orrendo. Se avessi usato il termine gay – politicamente corretto – avrei accontentato gente come la Boldrini, ma avrei indistintamente infangato l’intera categoria degli omosessuali».

Come mai, allora, tutti hanno pensato a un titolo omofobo?

«È l’effetto-gregge. Uno comincia a dare un’interpretazione strumentale. E tutti gli vanno dietro come pecore».

A proposito, l’hanno colpita gli insulti di Selvaggia Lucarelli?

«Di chi?».

Niente. Anche L’Espresso gliene ha dette di tutti i colori?

«L’Espresso farebbe bene a occuparsi dei morti di amianto per i quali è stato condannato il suo editore, l’ingegner De Benedetti».

Vuole insegnare all’Espresso a fare le inchieste?

«Non voglio insegnare niente a nessuno. Ma faccio notare che il mio giornale sta dedicando una serie di servizi a 70 operai avvelenati da sostanze tossiche».

Torniamo al titolo dello scandalo. L’Ordine dei giornalisti campano ha aperto un procedimento disciplinare.

«Ha fatto bene. Spero che vada avanti speditamente».

Quale sarà la sua tesi difensiva?

«Uso la lingua italiana abbastanza bene. L’articolo incriminato attacca con virulenza solo quei criminali che hanno abusato di un minorenne».

Cioè la vera vittima di questa storiaccia.

«Ma quelli dei salotti radical-chic sembrano non essersene accorti. Loro preferiscono prendersela contro il mio titolo, piuttosto che condannare gli stupratori. Per i quali il carcere non basta…».

Pena di morte?

«No, castrazione chimica».

Sotto il famigerato titolo sui froci-pervertiti, ce n’era un altro decisamente più asettico: Arrestato il boss Francesco Muto. Ma non le è venuto in mente di titolare: Arrestato il boss Muto. Per il momento non parla…

«Geniale. Peccato non averci pensato»”.


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