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Tumore alla prostata: arriva la pre-chemio orale

ROMA – Una pre-chemioterapia per via orale: funziona e migliora la vita dei malati di tumore alla prostata. C’è una nuova generazione di farmaci in grado di curare il tumore alla prostata, malattia dalla quale il paziente guarisce in 9 casi su 10. Scrive il Corriere della Sera:

Per i pazienti che vanno in progressione in corso di terapia ormonale di prima linea, i cosiddetti “resistenti” alla castrazione, esiste oggi un ampio ventaglio di opzioni terapeutiche: farmaci chemioterapici, un radiofarmaco e farmaci ormonali di nuova generazione.

«Tutti si sono dimostrati capaci di aumentare la sopravvivenza e di migliorare la qualità di vita – precisa Giario Conti, primario di Urologia al Sant’Anna di Como -, per esempio riducendo l’incidenza di eventi scheletrici come le fratture patologiche. Il più recente ad essere stato registrato in fase pre-chemioterapia (oltre che post-chemioterapia), è enzalutamide, che è risultato efficace sia nei pazienti con metastasi ossee sia nei pazienti con metastasi viscerali, prolungando il controllo di malattia e la sopravvivenza e riducendo il rischio di eventi scheletrici. In pochi anni, a partire dal 2004, siamo passati dal non avere alcun farmaco capace di migliorare la sopravvivenza nei pazienti resistenti alla castrazione, alla disponibilità di diverse opzioni farmacologiche efficaci».

enzalutamide, agente ormonale orale di ultima generazione, già utilizzato dopo il fallimento del trattamento chemioterapico. Un farmaco, frutto della ricerca di Astellas Pharma, che punta direttamente al ‘motore’ di crescita del tumore prostatico, il testosterone, ‘staccando la chiave’ che lo alimenta

enzalutamide, agente ormonale orale di ultima generazione, già utilizzato dopo il fallimento del trattamento chemioterapico. Un farmaco, frutto della ricerca di Astellas Pharma, che punta direttamente al ‘motore’ di crescita del tumore prostatico, il testosterone, ‘staccando la chiave’ che lo alimenta

L’enzalutamide, agente ormonale orale di ultima generazione, è utilizzato dopo il fallimento del trattamento chemioterapico. Un farmaco che punta direttamente al ‘motore’ di crescita del tumore prostatico, il testosterone, ‘staccando la chiave’ che lo alimenta. Il professor Cartenì spiega l’efficacia della terapia ormonale in questo tipo di tumori:

«La terapia ormonale è uno dei cardini del trattamento farmacologico del carcinoma prostatico perché punta a ridurre gli androgeni, in particolare il testosterone che ha un ruolo importante nella crescita e nell’evoluzione di questo tumore– spiega Giacomo Cartenì, direttore dell’Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera Cardarelli di Napoli –. Enzalutamide, legandosi in maniera potente e prolungata al recettore degli androgeni, ripristina il controllo della cellula maligna prostatica e ne può indurre la morte ha anche ridotto il rischio di fratture e compressioni del midollo spinale nei pazienti con metastasi ossee».