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Uber raccoglie capitali sauditi, Italia Oggi

ROMA – “Uber – si legge su Italia Oggi – ha raccolto 3,5 miliardi di dollari (3,14 mld euro) dal braccio operativo del fondo sovrano dell’Arabia Saudita”.

Quest’ultimo ha così partecipato al maggior fundraising mai effettuato negli Stati Uniti da una società sostenuta da operatori del venture capital. La partecipazione del fondo porta a 5 miliardi di dollari (4,48 mld euro) l’intera raccolta organizzata da Uber. L’operazione, l’ennesima di una serie di sempre più frequenti transazioni nel comparto del ride-hailing (trasporto a chiamata), è stata portata a termine sulla base di una valutazione per Uber di oltre 68 miliardi di dollari (60,9 mld euro), comprensiva dei fondi erogati dal fondo sovrano: un valore di 20 mld superiore a General Motors.

La società californiana ha ora in cassa più di 11 mld di dollari di liquidità dopo soli sei anni di vita. L’enorme cassa dimostra peraltro quante risorse siano necessarie per alimentare il suo modello di business, ampliare le attività a livello internazionale e affrontare una concorrenza agguerrita, in particolare in Cina.

L’Arabia Saudita, alle prese con il tentativo di ridurre la dipendenza dal petrolio diversificando la propria economia, otterrà un posto nel cda di Uber. Il ruolo di consigliere toccherà a Yasir Al Rumayyan, direttore generale del Public Investment Fund, che siederà al fianco dei co-fondatori Travis Kalanick e Garrett Camp, del fondatore dell’Huffington Post, Arianna Huffington, del responsabile affari legali di Alphabet, David Drummond, dei dirigenti David Plouffe e Ryan Graves, del partner di Tpg Capital, David Bonderman, e del venture capitalist Bill Gurley.

Uber intende lavorare con il governo saudita per creare maggiori opportunità per le donne del paese mediorientale, dove peraltro oltre l’80% dei passeggeri trasportati è di genere femminile. In Arabia la società americana era arrivata due anni fa, lanciando il servizio nella capitale Riyadh e trovandosi a fronteggiare la concorrenza di Careem, start-up sostenuta da Saudi Telecom, Al Tayyar e altri investitori locali. Il Medio Oriente è comunque un mercato ancora piccolo: Uber, che ha promesso investimenti per 250 milioni di dollari nella regione, opera in 15 città tra l’area e il Nordafrica, a fronte delle 400 presidiate a livello globale.


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