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Utero in affitto: quanto costa, in quali Paesi è meglio

ROMA – Avere un figlio con la maternità surrogata, o utero in affitto, può costare dai 30-50mila euro dell’Ucraina ai 130-150mila euro di Canada e Usa. Anche se nel nostro Paese è vietata, ormai i tribunali non perseguono più i genitori che rientrano in Italia con il bambino nato all’estero con la surrogata. Ne parla La Stampa che ha intervistato un avvocato esperto di questa materia:

Ezio Menzione, avvocato di Pisa, con studio anche a Roma, che dagli anni ’90 si è specializzato in maternità surrogata e aiuta le coppie a intraprendere percorsi corretti legalmente ma anche a difendersi quando qualcosa va storto. «Ho affrontato circa quindici processi», dice. L’ultimo 15 giorni fa davanti al Tribunale di Roma dove due coniugi sono stati assolti dall’accusa di aver alterato, mediante false attestazioni, lo stato civile dei gemelli nati in Ucraina grazie all’utero in affitto.

«Ormai possiamo dire che nessuno viene più condannato per alterazione di stato o per falso». In tutti i contenziosi, fa notare il legale, «le coppie sono eterosessuali». «Gli omosessuali non vanno mai in giudizio perchè si rivolgono a paesi come gli Usa e il Canada dove vige lo ius soli. Quindi il bambino nasce con la cittadinanza americana e i genitori per farlo rientrare in Italia non devono passare dal consolato. Il certificato di nascita avrà i nomi dei genitori sociali o in caso di gay, solo del padre biologico.

«Se la nostra politica insegue fantasmi invece di regolamentare con razionalità e intelligenza ciò che avviene è naturale che siano i tribunali a dettare legge», spiega Menzione che ha aperto un sito web dove sono sintetizzate tutte le informazioni necessarie a intraprendere questi viaggi della cicogna. A iniziare dai paesi dove l’utero in affitto è legale. «In India ormai non va più nessuno, troppe difficoltà». Difficile anche la Gran Bretagna dove si pretende che tra madre sociale e surrogata ci sia un legame affettivo e nessuno scambio in denaro. Rimangono Russia, Ge e Ucraina. Ed è in Ucraina che si rivolgono una cinquantina di coppie italiane l’anno.

«Io però la sconsiglio», dice Menzione. «Perchè si può andare incontro a un ripensamento della madre surrogata e inoltre i genitori quando rientrano saranno segnalati dal consolato (dove è necessario passare visto che non esiste lo ius soli) al nostro ministero dell’Interno e può partire un procedimento giudiziario». Meglio, invece Usa e Canada, sia per la storia dello ius soli, sia per la giurisprudenza che da anni, in caso di ripensamento della surrogata, fa prevalere le ragioni della madre sociale. «Certo i costi sono più alti, In California le cifre vanno dai 100mila dollari ai 150mila dollari, mentre in Ucraina i preventivi si aggirano sui 30/50mila euro».