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Veneto Banca, terremoto ai vertici: eletto Ambrosini

VENEZIA – Veneto Banca si affida a Stefano Ambrosini, avvocato d’affari torinese  che in passato ha vinto cause importanti tra cui quella contro gli ex amministratori di Alitalia. Dopo un’assemblea di oltre dieci ore Ambrosini ha avuto la meglio sul presidente uscente dell’istituto di Montebelluna, Pierluigi Bolla, incassando il consenso dell’ampia maggioranza dei soci all’assemblea andata in scena al Pala Expo Venice di Marghera.

La Lista soci di Ambrosini ha avuto il 57,9% dei voti, contro il 37,1% delle preferenze andate alla Lista del Cda uscente. Il nuovo Consiglio di amministrazione si è insediato immediatamente in serata affidando così la presidenza ad Ambrosini e i poteri a Cristiano Carrus, che manterrà soltanto l’incarico di direttore generale plenipotenziario (e non di amministratore delegato) in modo da traghettare la banca all’aumento di capitale da un miliardo e alla contestuale quotazione in Borsa che si confida possa avvenire senza il lancio del paracadute di Atlante.

 

Quando accaduto durante la decisiva assemblea del 5 maggio lo racconta il Messaggero di oggi, 6 maggio, parlando di un vero e proprio “terremoto al vertice” di Veneto Banca.

Cambia radicalmente il consiglio nella composizione e nel numero: presidente diventa Stefano Ambrosini, docente di diritto commerciale con esperienze di commissario in Alitalia, leader della lista 2 contro la quale si è scagliato il presidente uscente Pierluigi Bolla che capeggiava la lista 1 perchè «alcuni candidati sono esposti verso l’istituto per 958 milioni, di cui 730 milioni crediti problematici» e per presunti collegamenti con l’ex ad Vincenzo Consoli.

La svolta mette in alto mare il piano complessivo imposto dalla Bce che poggia sull’ipo da 1 miliardo prossimo a partire legato alla Borsa. Tutto torna in stand by in attesa che la Vigilanza europea, che alla vigilia aveva inviato un’altra lettera di fuoco («completa assenza di legami con le passate carenti gestioni») batta un colpo da cui potrebbe dipendere la conferma della garanzia da parte di Banca Imi. In questa incertezza, se non ci saranno decisioni radicali di Francoforte, Atlante sarebbe chiamata ad aprire nuovamente l’ombrello. E comunque la nuova situazione potrebbe innescare un’altra turbolenza sui mercati.

(…) Il nuovo corso prova a gettare il cuore oltre l’ostacolo. «Siamo vigilati speciali e quindi da domani (oggi, ndr) bisogna cominciare a costruire un percorso che rassicuri i mercati e che sia in compliance con le indicazioni delle Autorità di vigilanza», ovvero di Bce sono state le prime parole del neo presidente. A caldo Ambrosini avrebbe avuto colloqui telefonici con Bankitalia che aggiornava la Vigilanza europea sulla situazione. Probabile una convocazione dei vertici a Francoforte per dare garanzie che la nuova governance confermi il piano industriali espresso da Carrus in nome del vecchio board e che è stato condiviso con Bce. Per qualche giorno il rilancio va stand by con un conseguente ritardo della tabella di marcia.

Giovedi 12 dovrebbe partire il pre marketing per un paio di settimane e martedì 24 sarebbe in calendario il cda per la forchetta di prezzo a cavallo del via libera Consob al prospetto. La quotazione è prevista per la seconda metà di giugno. «Il taglio netto con il passato sia nei fatti e non solo nelle parole», sottolinea Enrico Zanetti, vice ministro dell’economia. Nella precedente gestione sono state rilevate «irregolarità e anomalie» che «potrebbero porre le premesse per avviare un’azione di responsabilità» nei confronti di Consoli, ha detto Bolla in assemblea. «Per fare un’azione ci vuole un mese, un mese e mezzo», ha precisato Ambrosini, «un partner è indispensabile». Veneto Banca deve definire «criteri rigorosissimi per la vendita di prodotti», ha ammonito il presidente della Consob Giuseppe Vegas.