Blitz quotidiano
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Ventimiglia, distrutto nido degli ultimi cigni del Roia

VENTIMIGLIA – Di cigni, nel Roia (il fiume che attraversa Ventimiglia) ne sono rimasti soltanto due. E qualcuno ha pensato bene di prendersela anche con quei due andandogli a distruggere il nido in cui stava avvenendo la cova delle uova. Una vicenda assurda denunciata al Secolo XIX da una ambientalista Antonia Romano. Una mazzata terribile per un ecosistema che proprio l’anno scorso ha sperimentato una drammatica moria di cigni. Ne sono rimasti solo due e quest’anno non ne nasceranno. L’articolo del Secolo XIX:

Distrutto l’ultimo nido dell’ultima coppia di cigni rimasta nel Roia. Ridotti a due soli esemplari dopo la strage dello scorso anno, la coppia stava covando le uova tra gli arbusti, lungo l’argine del fiume. Ma ieri la loro oasi famigliare è stata distrutta.

Lo ha denunciato ieri mattina Antonia Romano, che da anni combatte contro chi mette a rischio il benessere dei più maestosi uccelli della foce. L’anno scorso la donna, bidella nelle scuole ventimigliesi, era stata tra i promotori di una vera e propria ribellione popolare contro la moria dei cigni della foce del Roia,soffocati dalle mazzette di ami abbandonate dai pescatori, quasi tutti occasionali o comunque dilettanti. E tra le più convinte sostenitrici dell’ordinanza di divieto di pesca firmata infine dal sindaco Enrico Ioculano, che aveva relegato la pesca a monte della passerella sul fiume.

Ma oggi, Antonia Romano, che della difesa dei cigni ventimigliesi ha fatto una missione, è tornata a lanciare l’allarme. Su input della Regione i pescatori professionisti hanno infatti avuto l’autorizzazione a pescare nuovamente nell’area della foce. E anche se non esiste la prova certa di una loro responsabilità su quanto accaduto, Antonia Romano è andata giù durissima: «L’anno scorso sono morti 9 cigni, quest’anno era rimasta una coppia con un nido che è stato distrutto. Voglio sapere chi e perché ha nuovamente consentito la pesca in quel punto. Non c’è la prova che siano stati i pescatori? Di certo la gente che non ha interesse per la pesca non passeggia in quel punto, sulle rive del Roia. Senza i pulcini dei cigni la foce non sarà più la stessa. Avevo anche chiesto al Comune, proprio perché vi era un solo nido di effettuare una protezione, una sorta di schermo. Invece quando sono arrivata sul posto sono rimasta senza fiato. Tutto distrutto, quest’anno di cigni non ne nasceranno più».