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Vicenza, accoltella nipote: “Si allenava per l’Isis”

VICENZA – Aveva accoltellato il nipote e per questo ora è sotto processo. Ma quel colpo di lama lo ha giustificato dicendo che il ragazzo, Anass, spesso lo picchiava mentre si allenava con lo scopo di partire come miliziano dell’Isis. E’ la vicenda che racconta il Gazzettino:

Un “foreign fighter”, un fondamentalista islamico di San Vito di Leguzzano si è arruolato volontario nella “guerra santa”? Forse. Da circa due anni un marocchino, ora 26enne, è scomparso senza lasciare traccia. Il suo nome è Anass El Morsli, noto alle cronache perché il 4 marzo 2014 a San Vito di Leguzzano al culmine di una lite in via Pecori Giraldi 2 con il connazionale e zio Mohammed El Morsli fu ferito con due coltellate a un fianco. Il parente feritore fuggì per essere preso e arrestato dai carabinieri di Schio dopo 30 ore. Anass El Morsli, ricoverato in ospedale a Santorso, una volta dimesso non sporse querela nei confronti dello zio, spiegando ai carabinieri che la lite era nata da una sorta di malinteso. La verità sul motivo del ferimento pare sia emersa ieri in tribunale a Vicenza, dove per Mohammed El Morsli, ora 50enne, è iniziato il processo per lesioni aggravate da uso di arma bianca. Nel dibattimento sono stati resi pubblici i verbali dell’interrogatorio fatto a suo tempo dai carabinieri a Mohammed El Morsli che avrebbe dichiarato di avere accoltellato il nipote per difendersi, perché era solito aggredirlo e picchiarlo come allenamento perché aveva aderito alla causa del jihad contro l’Occidente. Per lo zio il nipote era intenzionato a recarsi in Afghanistan per combattere. Affermazioni forti, che avevano indotto i carabinieri ad avvisare la polizia per un sopralluogo domiciliare, dove non sarebbero emersi a carico di Anass El Morsli documenti inneggianti al jihad. La cosa per il momento certa è che il giovane poco dopo le dimissioni dall’ospedale è scomparso nel nulla, lasciando casa e lavoro.


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