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Vittorio Sgarbi: “Se c’è Isis è colpa di Ilda Boccassini”

ROMA – Secondo Vittorio Sgarbi se ci troviamo l’Isis è colpa di Ilda Boccassini, il pm che ha indagato su Berlusconi nel processo sul bunga bunga. Sgarbi lo ha detto in un’intervista a Pietro Senaldi di Libero. Ecco gli estratti più significativi dell’intervista:

Gli animalisti però l’hanno denunciata, dicono che offende le capre…
«A conferma della mia tesi… Invece io la capra l’ho nobilitata, l’ho messa addirittura nel simbolo della mia lista, il Partito della Rivoluzione-Laboratorio per la bellezza, con cui appoggio il sindaco di Cosenza, Occhiuto».

Perché non si è candidato lei per il Campidoglio, Cosenza non le sta un po’ stretta?
«Cosenza è un esercizio dialettico ma anche un ritorno alle origini. Fui il primo a parlare del centro storico di Cosenza, da Costanzo, nell’89. Nessuno ne conosceva l’esistenza e per questo, in quanto abbandonato, si è salvato da architetti e speculazione. Oggi il Pd ci candida Lucio Presta, il manager dei vip tv di cui fino a ieri si sapeva tutto tranne che fosse di Cosenza. Per questo sostengo Occhiuto, che almeno ha un progetto culturale per la città. E poi alla Calabria sono molto affezionato, venni eletto parlamentare lì, e per questo fui inquisito dieci mesi per ‘ndrangheta, perché i nostri giudici sono convinti che se sei eletto laggiù sei per forza mafioso: è una terra sfortunata, dove convivono la criminalità e l’anticriminalità organizzata, alludo a certi giudici che compiono azioni criminali per avere notorietà e fare carriera e poi non pagano mai e so quello che dico per esperienza personale».

Lei disse che con Berlusconi si trovava d’accordo su tutto, è ancora così?
«Sinceramente, politicamente non ho ben capito su cosa dovrei essere d’accordo. Sotto l’aspetto privato invece sono d’accordo con lui su tutto. In particolare, sono un ammiratore del Bunga Bunga e del Berlusconi grande libertario e libertino, che mi ricorda Pannella. Quando ero ragazzo, erano quelli di sinistra che dicevano che si poteva scopare con chi si vuole, oggi la sinistra ha criminalizzato Berlusconi perché ha avuto cento donne. Ma se Fidel Castro ne ha avute 35mila e a Mao ne portavano una al giorno…».

Ma non si può ridurre Berlusconi al Bunga Bunga…
«Guardi, è stato decisivo. Le donne possono essere dei killer. Per Fini lo è stata la Tulliani, per Berlusconi, Veronica e le sue lettere sulle vergini in pasto al Drago. Lei lo sa perché l’hanno sostituito con Monti? Mica perché è un grande economista, come poi infatti si è visto, ma solo perché è monogamo. Monti è senatore a vita per il solo merito di essere da cinquant’anni con la stessa donna. Dico di più, se oggi in Libia c’è l’Isis è colpa della Boccassini».

Questa non le sembra un po’ grossa?

«Ha delegittimato il premier con l’indagine su Ruby, e quando Sarkozy ha scatenato una guerra pretestuosa contro Gheddafi, Berlusconi, che non la voleva assolutamente, non aveva né forza né credibilità per opporsi. La storia poi ha dimostrato che aveva ragione lui».

Come finirà lo scontro dell’Occidente con l’Islam?
«Secondo lei? L’Isis crocifigge i suoi nemici, come il curatore della città di Petra, e noi in risposta togliamo il crocifisso dalle aule per non urtare la sensibilità degli islamici».

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  • Vittorio Sgarbi: "Sono pronto a tornare in politica a..."
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