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Zanzare, un algoritmo per sapere dove saranno le infestazioni

ROMA – Le zanzare infestano l’Italia e il rischio è più alto in 63 province. Ora un algoritmo matematico permette di stimarne la diffusione, incrociando studi e bollettini meteo per contare le uova depositate. Il risultato? Secondo gli scienziati dalla seconda metà di luglio le zanzare aumenteranno del 20%.

Anna Medolesi sul Corriere della Sera scrive che l’algoritmo è stato sviluppato dai ricercatori del Centro nazionale delle ricerche, Cnr, in collaborazione con un’azienda del settore:

“Dentro i tombini
C’è da fidarsi? «Il nostro modello è nato adattando delle equazioni sviluppate da ricercatori argentini», ci dice Gianni Messeri dell’Istituto di biometeorologia del Cnr. Si parte dalle temperature atmosferiche e si ricava quella all’interno dei tombini, che rappresentano i principali siti di riproduzione. Si valutano i passaggi di fase (larve, pupe, adulti) e il tasso di mortalità, tenendo conto che oltre un certo livello la popolazione di insetti non può crescere. In questo modo si prevedono le uova deposte, senza la pretesa di chissà quale precisione numerica o geografica. Il calcolo vale in un raggio di un ettaro, anche se ogni zona presenterà aree più o meno colpite, e alla fine il livello di infestazione è classificato per fasce.

Quella versione «tigre»
«Aumentano le province invase dalla zanzara tigre, con 63 che nella settimana fino al 20 luglio avranno l’indice più alto», ha battuto un’agenzia di stampa. «Per la seconda metà del mese si può ipotizzare un aumento della diffusione del 20 per cento», azzarda l’entomologo Claudio Venturelli, che ha collaborato con il Cnr. Ma questo non significa che il 2016 in Italia sarà l’anno della zanzara. Il record spetta al 2015. Il monitoraggio effettuato in Emilia Romagna su oltre 2.600 ovitrappole disseminate sul territorio conferma che viviamo una stagione normale: nelle ultime due settimane sono state contate 353 uova per ovitrappola, dodici mesi fa erano 769. Insomma, si sfora appena il livello di guardia oltre il quale partono le campagne di informazione per ricordarci di evitare che l’acqua ristagni. Il quadro è simile in tutto il Paese, anche se altrove i conteggi sono meno accurati. Per la mancata emergenza probabilmente possiamo ringraziare il calo delle temperature registrato a maggio, che ha rimediato a un inverno molto mite.

Modelli matematici
«I modelli matematici non si basano su dati reali ma su assunzioni, perciò hanno dei limiti», avverte un altro entomologo, Romeo Bellini. Ovviamente gli algoritmi sono perfezionabili, ma più numerose sono le variabili da considerare, più l’esercizio diventa costoso. Tante equazioni per qualche puntura, penserà qualcuno. Ma le zanzare sono anche dei vettori di malattie. In Emilia Romagna nel 2007 c’è stato un focolaio del virus Chikungunya ed è per questo che adesso stanno così attenti.

Questi insetti inoltre hanno un potenziale di crescita che lascia sbalorditi. Venturelli si diverte a dare i numeri: da due zanzare fondatrici che iniziano a riprodursi in Italia ad aprile, senza intoppi né limitazioni, potrebbe discendere una prole che a ottobre è valutabile in 2.500 milioni di miliardi di esemplari. Tutte insieme peserebbero 83 milioni di tonnellate. Messe in fila coprirebbero oltre 65 milioni di volte la distanza Terra- Luna!”.


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