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In Italia interventi chirurgici per obesità raddoppiati in 8 anni

ROMA – Bendaggio, by pass gastrico, resezione dell’intestino, in Italia gli interventi chirurgici per obesità sono raddoppiati in 8 anni, passando dai 6 mila 2008 a oltre 12 mila nel 2015.

Ancora molti meno però rispetto alla Francia, dove sono circa 45 mila, praticamente il triplo. Sono i dati illustrati giovedi nel corso della presentazione del primo Position Paper sull’Obesità elaborato dal Centro di Studi sull’Obesità dell’Università Statale di Milano, in collaborazione con la Società Italiana Obesità (Sio), Società di Chirurgia dell’Obesità (Sicob), Associazione di Dietetica e Nutrizione Clinica (Adi) e Associazione Amici Obesi.

“In Italia c’è ancora scetticismo e solo un obeso su 100 si sottopone a intervento, eppure la chirurgia bariatrica è il trattamento più efficace nei casi gravi. Oltre a garantire un calo ponderale significativo comporta anche un notevole risparmio di costi per il Sistema Sanitario”, spiega Luigi Piazza, presidente Sicob.

Un’analisi realizzata dal Centro di Studi sulla Sanità Pubblica (Cesp) dell’Università di Milano-Bicocca ha evidenziato infatti che la chirurgia bariatrica comporta un guadagno di oltre tre anni di vita vissuta in condizioni di salute ottimale e una riduzione della spesa di 11.384 euro a paziente.

Nei soggetti operati, l’analisi mostra una riduzione dal 43,7% al 28,7% nell’incidenza di diabete, una riduzione degli infarti acuti del miocardio dal 29,3% al 24,6%, degli ictus dal 24% al 19,9% e una riduzione degli altri eventi cardiovascolari.