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Acne comincia a 8 anni, come evitare lesioni permanenti

ROMA – L’acne non è più un affare da adolescenti, ma comincia a manifestarsi già nei bambini di 8 anni. Per evitare lesioni permanenti è necessario seguire alcuni accorgimenti, soprattutto in bambini così piccoli che già alle elementari cominciano a combattere con brufoli e necessitano di una terapia adeguata. I segni dell’acne infatti possono avere elle serie ripercussioni a livello psicologico per i ragazzi, soprattutto quelli colpiti dalle forme più gravi, ed evitare cicatrici è importante.

Elena Meli sul Corriere della Sera spiega che la fascia di età dell’acne va di solito dagli 11 ai 18 anni, ma secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Paidòss) all’International Congress on Advances in Pediatrics di New York le cose sono cambiate e i brufoli sono sempre più precoci, anche se la maggior parte soffre di forme lievi o comunque moderate della malattia. Se queste forme non lasciano segni, i casi di acne più gravi possono provocare cicatrici destinate ad accompagnare i bambini tutta la vita. Per questo motivo serve una terapia adeguata da subito, come spiega alla Meli il direttore dell’unità di dermatologia dell’ospedale Bufalini di Cesena, Fabio Arcangeli:

“«In passato le forme precoci erano legate per lo più a specifici disturbi endocrini, ora si vedono casi di acne anche in preadolescenza, fra i sette e gli undici anni, senza che vi siano patologie sottostanti. Succede soprattutto nelle bambine e il motivo principale è la pubertà anticipata, sempre più frequente»”.

Alla base dell’acne ci sarebbe il “terremoto ormonale” dello sviluppo e nonostante la malattia non sia pericolosa per la salute, rimane il fatto che le cicatrici lasciano importanti ripercussioni psicologiche negli adolescenti. Arcangeli spiega dunque come contrastare la comparsa delle cicatrici:

“«Trattando adeguatamente le forme lievi alla loro comparsa è possibile evitare che progrediscano – conferma Arcangeli –. Nei primi stadi possono essere molto utili ed efficaci farmaci locali a base di benzoilperossido e clindamicina associati: la somministrazione è unica e quindi più semplice, inoltre oggi esistono formulazioni con una percentuale ridotta di benzoilperossido che a fronte di minori effetti collaterali (il più comune è l’irritazione cutanea, ndr) sono ugualmente valide per contrastare i brufoli e possono essere usate anche nei più piccoli».

Se l’acne è molto forte, tuttora la scelta terapeutica migliore resta l’isotretinoina: «Si tratta di un farmaco molto temuto, in realtà è il più efficace che abbiamo perché risolve con certezza le manifestazioni dell’acne ed elimina le recidive, “guarendo” i pazienti – dice Arcangeli –. La usiamo anche nell’acne infantile, la forma più rara che compare fra i tre e i sei anni, ed è una buona scelta anche nell’acne precoce dopo i sette anni; tuttavia per colpa dei possibili effetti collaterali l’isotretinoina fa ancora paura e non viene prescritta quanto si potrebbe. La maggioranza degli eventi avversi, dalla secchezza della pelle all’epistassi, è facilmente controllabile; purtroppo però il farmaco può dare malformazioni nel feto in caso di gravidanza, per cui l’uso è possibile nelle ragazzine solo previa esclusione di una gravidanza in corso e facendo attenzione a non restare incinta durante la cura. Il piano terapeutico prevede perciò che il farmaco sia prescritto di mese in mese e si facciano test di gravidanza regolari, tuttavia con le dovute precauzioni l’isotretinoina resta il medicinale decisivo per le sorti dell’acne, anche e soprattutto di quella precoce: di fatto sempre efficace, toglie l’eccesso di secrezione di sebo e rende la pelle liscia, risolvendo il problema ed evitando che ricompaia»”.


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