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Apple (& c.) può bloccare telefono di chi guida: perché non lo fa?

ROMA – Apple (& c.) può bloccare telefono di chi guida: perché non lo fa? La domanda posta dal New York Times, a fronte dell’impennata di incidenti stradali anche mortali causati da chi consulta il telefonino in auto, è semplice: i produttori di telefoni possono neutralizzare gli indisciplinati staccandogli la linea, perché non lo fanno?

Tutto parte dal processo a carico di Ashley Kubiak, una donna texana che nel 2013 per leggere i messaggini sul suo iPhone in macchina travolse con il suo Dodge truck un suv che giungeva in senso contrario uccidendo il conducente e un passeggero oltre a lasciare paralizzato un bambino. I familiari delle vittime hanno citato a giudizio anche la Apple: Matt Richtel del New York Times segnala che questa è una casa che difficilmente arriverà in fondo, un giudice ha già, in via preliminare, consigliato l’archiviazione considerando improbabile che gli avvocati riescano a dimostrare che l’uso dell’iPhone sia la causa del fatale incidente.

Tuttavia, in termini più generali la questione si pone, eccome. Perché, non solo Apple, i produttori possiedono già la tecnologia per bloccare tastiera e comunicazioni del dispositivo quando è localizzato all’interno della vettura in movimento. Un dilemma per i produttori, Apple, At&T, Verizon e altri, che non sono sordi di fronte ai rischi legati al consumo dei beni da loro prodotti. Sanno cioè che i consumatori di telefonini rivelano comportamenti dettati da una dipendenza che non si può smentire.

Non si può lasciare a loro la scelta, la tentazione di reagire ad ogni trillo o vibrazione è irresistibile. “La tecnologia esiste ma non abbiamo il fegato di svilupparla”, dichiara Deborah Hersman, presidente del National Safety Council, aggiungendo che “la tecnologia ci ha portato in questa situazione, la tecnologia ce ne farà uscire”.

David Teater, anche lui al National Safety Council e oggi consulente privato sulla sicurezza stradale e che ha perso un figlio per colpa di un conducente distratto, è convinto che i produttori siamo semplicemente spaventati dalla prospettiva di tagliare un servizio ai clienti. E’ una industria in cui ognuno teme il cosiddetto “churn”, cioè l’abbandono dei clienti per un altro produttore: “Se lavorassi in Apple o in Samsung vorresti essere il primo a bloccare la messaggeria a chi guida? Un cliente potrebbe dire se lo fa Apple allora il mio prossimo smartphone sarà Samsung”.