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Bottiglie, pentole… Attenti a materiali: ecco i rischi

ROMA – Allarme per alcuni materiali usati per confezionare il cibo. Il Rasf, sistema di allerta rapido europeo, ha lanciato 153 notifiche di allarme per la salute su alcuni materiali utilizzati per imballare gli alimenti o le bevande. Sotto accusa sono finite bottiglie di plastica usate più volte, pellicole low cost che liberano ftalati, pentole antiaderenti che rilasciano metalli pesanti.

Molte delle segnalazioni riguardano materiali e oggetti provenienti dalla Cina e si riferiscono a prodotti che hanno la capacità di rilasciare metalli pesanti, principalmente cromo, nichel, cadmio e piombo.

“Il potenziale pericolo si riferisce anche alla migrazione di composti quali la classe degli ftalati o i perfluorati, ritenuti da tempo interferenti endocrini”, spiega all’agenzia AndKronos la biologa Sabina Rubini, che assolve vetro e porcellana vetrificata:

“Sono materiali per i quali, al di fuori della fragilità, è difficile trovare rischi chimici igienico-sanitari, a differenza della ceramica. Quest’ultima infatti, se decorata con vernici contenenti piombo (Pb) e cadmio (Cd), proibite in Europa e negli Usa, ma utilizzate da Paesi con standard di controllo meno rigidi, possono indurre un rischio da metalli pesanti. Ciò è stato confermato da casi in cui l’acquisto di stoviglie decorate a mano di dubbia provenienza, o da Paesi extraeuropei, da parte dei ristoratori, ha fatto riscontrare negli avventori intossicazioni derivanti appunto da metalli pesanti”.

LE BOTTIGLIE DI PLASTICA – A rischio sono soprattutto le bottiglie di plastica. Come spiega Rubini,

“Il materiale impiegato è il Pet (Polietilene tereftalato), il cui potenziale rischio è quello di rilasciare sostanze come la formaldeide (classificata come sicuramente cancerogena per l’uomo) o l’acetaldeide (classificata come possibile cancerogeno), in alcuni casi responsabili del caratteristico ‘sapore di plastica’, oppure di alcuni tipi di ftalati, catalogati come interferenti endocrini”.

A rendere il Pet potenzialmente rischioso è il fatto che “queste sostanze, in caso di esposizione a forti fonti di calore e radiazione solare diretta per tempi prolungati, potrebbero migrare dalla bottiglia plastificata nella bevanda”.

Il consiglio, dunque, è di evitare di riutilizzare le bottigliette ed evitare di lasciarle in auto o in luoghi esposti al sole o a fonti di calore.

LE PELLICOLE – Per quanto riguarda, invece, le pellicole (costituite da cloruro di polivinile o Pvc) con cui si avvolgono gli alimenti, si consiglia di accertarsi con la lettura dell’etichetta che il materiale sia adatto ad avvolgere anche alimenti contenenti oli o sostanze grasse.

In alcune pellicole, infatti, potrebbero esserci ftalati, che possono migrare nell’alimento se questo è oleoso o particolarmente grasso.

LE PENTOLE – Parlando poi delle pentole antiaderenti (o al politetrafluoetilene o Teflon), secondo Rubini, possono essere considerate sicure sempre che vengano rispettate alcune precauzioni nell’uso: quando le si lavano non bisogna mai sfregare la superficie. Basta utilizzare dell’acqua leggermente saponata. Da evitare, invece, detergenti abrasivi, pagliette in metallo o spugnette aggressive. Infine il lavaggio in lavastoviglie è possibile, ma è consigliabile utilizzare un ciclo di lavaggio a una temperatura attorno ai 50°C.

 

 


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