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Cancro colon retto il più cattivo: 52mila casi nel 2015

ROMA – Il cancro più cattivo? Quello del colon retto: con 52mila nuovi casi nel 2015 è senza dubbio il più frequente. Il dato arriva dagli Usa, ma la tendenza allarmante si registra anche da noi. In Europa è la seconda causa di morte con 215mila decessi stimati nel 2012. Circa il 25% dei pazienti presenta metastasi al momento della diagnosi e quasi il 50% le svilupperà. Da qui gli alti tassi di mortalità per questa neoplasia: la sopravvivenza a cinque anni per i pazienti con tumore del colon-retto metastatico è di circa l’11%. In Italia, il carcinoma del colon-retto è in assoluto il tumore a maggiore insorgenza nella popolazione.

Le statistiche ci dicono che i soggetti più a rischio sono gli over 5o. Motivo per cui sono inseriti nelle procedure di screening garantite dal Sistema Sanitario Nazionale. Eppure sempre dagli Usa giunge un altro dato allarmate: un nuovo caso ogni sette riguarda invece pazienti che hanno meno di 50 anni. Ma in Italia, ben pochi si sottopongono ai controlli preventivi: quattro su dieci non aderiscono agli screening per la diagnosi precoce.

 

Samantha Hendren, docente di Chirurgia all’Università del Michigan e autrice di uno studio pubblicato sulla rivista Cancer, afferma: “Il tumore del colon-retto è da sempre considerato una malattia degli anziani, mentre questo studio ci fa notare come in realtà le diagnosi siano in aumento anche in chi non ha ancora raggiunto cinquant’anni”.

Inoltre la ricerca evidenzia come il cancro sia maggiormente aggressivo nei giovani, ma tra costoro sono anche più alti i tassi di sopravvivenza (21 contro 14 per cento). Il dato, spiegano i ricercatori, potrebbe essere dovuto alla maggiore aggressività dei trattamenti riservati a chi è già in fase metastatica.

Anche in Italia, dove sei persone su dieci sopravvivono, le diagnosi sono in aumento negli under 50. Mancano però ricerche specifiche al riguardo. Quel che è noto è che le neoplasie al colon mostrano una maggiore incidenza tra la popolazione di colore. Ma ad essere determinante è sicuramente una dieta squilibrata, ipercalorica, ricca di grassi animali, carni rosse e trasformate e povera di fibre.