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Cancro della pelle, casi triplicati: colpa della generazione “pacchetto vacanza”

LONDRA – I casi di cancro della pelle nel 2014 hanno superato quota 10mila nella popolazione over 55 e sono triplicati in 10 anni. Un record, decisamente non positivo, di diagnosi di cancro della pelle negli over 55 che è dovuto alla prolungata esposizione al sole. Una conseguenza, secondo gli oncologi, della generazione “sole, mare e sangria” e del boom di vendite dei pacchetti vacanza economici iniziato negli anni Settanta. Il numero di nuovi casi preoccupa gli oncologi, che spiegano come una ustione da esposizione al sole ogni due anni è in grado di aumentare di 3 volte il rischio di sviluppo di un melanoma, uno dei tumori della pelle più aggressivi e letali.

Il Daily Mail spiega che i casi dal 1994 al 2014 sono praticamente triplicati, dato che da 3100 diagnosi di tumore si è arrivati in 10 anni a ben 10600 diagnosi l’anno. Si tratta soprattutto di persone di oltre 55 anni, cioè coloro che per primi hanno beneficiato dei pacchetti vacanza economici per volare verso il Mediterraneo. Persone che, nel periodo del boom dei viaggi, non conosceva gli effetti dannosi del sole e della tintarella per la pelle.

Per questo motivo i casi di tumori della pelle negli ultimi 20 anni sono aumentati, come spiegano i dati riportati dal Cancer Research UK, che ha scoperto che nel 2014 sono stati 15400 le diagnosi di tumori della pelle, di cui 10600 tra gli over 55. Inoltre i dati evidenziano che il 90 percento delle donne sopravvive in media 5 anni dopo la diagnosi, mentre per gli uomini il dato si abbassa all’80 percento. Una differenza che dipende anche dal ritardo nella diagnosi, dato che gli uomini tendono a sottovalutare la comparsa di nuovi nei e nevi che possono degenerare in melanoma. Nick Ormiston-Smith, il capo della società che ha elaborato le statistiche, ha spiegato:

“Prendere il sole non significa che svilupperai un melanoma, ma ne aumenta la possibilità. E’ preoccupante che i melanomi maligni continuino ad aumentare ed è importante che le persone si prendano cura della loro pelle sotto il sole, anche se sono già abbronzati”.

Julie Sharp, un medico dell’associazione, ha spiegato che il sole è importante per metabolizzare la vitamina D, ma bisogna sempre proteggersi consapevolmente dagli effetti dell’abbronzatura “selvaggia”, che dona forse un colorito sano ma può danneggiare la pelle in maniera definitiva. I consigli restano dunque sempre gli stessi: proteggersi con la crema solare, non esporsi nelle ore più calde, tra le 11 del mattino e le 15, in cui i raggi solari sono particolarmente forti.


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