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Candida, perché e come è diventata cattiva

MILANO – Candida, perché e come è diventata cattiva. Tutta colpa di una molecola, la Rsr1, che modifica la forma del fungo Candida Albicans e fa esprimere le ife, filamenti che le consentono di invadere i tessuti e proliferare, provocando un’infezione locale.

Sono questi i casi in cui la Candida si fa notare, dando fastidio, provocando prurito, rossori e perdite biancastre. Per la maggior parte del tempo, invece, questo fungo vive sulle mucose delle donne in equilibrio con altri germi e batteri senza rivelare la propria presenza. Ma a volte si fa sentire. Due donne su tre, spiega Elena Meli sul Corriere della Sera, hanno avuto episodi di candidosi vaginale nell’arco della propria vita, e circa il 5 per cento di queste sviluppa forme ricorrenti difficili da curare.

A rivelare come la Candida riesca a diventare più aggressiva è uno studio dell’Università di Aberdeen che ha mostrato che tutto dipende dalla capacità del fungo di cambiare forma, passando dall’innocua modalità a “sferette” alle ife allungate che generano colonie infettive.

Spiega Elena Meli:

Per la maggior parte del tempo il nostro sistema immunitario è in grado di mantenere sotto controllo Candida, che vive così in colonie dove si trova in forma sferica, simile a quella dei lieviti; se però il sistema immunitario è compromesso o indebolito oppure vengono a mancare i batteri che di norma tengono in equilibrio il complesso micro-ambiente vaginale, per esempio perché si è seguita una terapia antibiotica, il fungo cambia forma e inizia a produrre filamenti, le ife, che gli consentono di invadere i tessuti e proliferare dando luogo a un’infezione locale.

(…) “In alcuni casi ci sono anche micro-fussirazioni della mucosa – aggiunge Filippo Murina, responsabile del Servizio di Patologia Vulvare all’Ospedale Buzzi di Milano –. Con una corretta diagnosi si può poi passare alla terapia, che grazie a ovuli o creme vaginali applicati per tre o quattro giorni risolvono il problema; in alcuni casi si può optare anche per una terapia specifica per via orale. L’importante è evitare che la candidosi diventi ricorrente: in una discreta percentuale di donne gli episodi si manifestano anche una volta la mese, almeno quattro o cinque volte l’anno. In queste pazienti è fondamentale rendere l’ambiente vaginale più “inospitale” per la Candida attraverso modifiche dello stile di vita, prima fra tutte una riduzione degli zuccheri della dieta».

Zuccheri ma anche carboidrati, che favoriscono la proliferazione del fungo e il suo passaggio verso la vagina. Anche la stitichezza può aiutarla. Mentre i probiotici, oltre ad una alimentazione a ridotto contenuto di zuccheri e carboidrati, sono armi naturali per prevenirla.


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