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Cannabis uso terapeutico, ok in Italia. Ma in Francia…

Un uomo clinicamente morto e 5 ricoverati in gravi condizioni dopo aver assunto un farmaco a base di cannabis per un test farmaceutico

PARIGI – Un uomo clinicamente morto e 5 ricoverati in gravi condizioni. Questo il bilancio del test di un farmaco sperimentale a base di cannabis svolto nel laboratorio di Biotrial a Rennes, in Francia, per la casa farmaceutica portoghese Bial.”Un grave incidente”, ha commentato il ministro della sanità francese Marisol Touraine dando la notizia e annunciando l’apertura di una inchiesta per lesioni colpose.

Anche in Italia il 15 gennaio si discute di cannabis a uso terapeutico: il Consiglio dei ministri ha infatti approvato la norma per la depenalizzazione da illecito penale ad amministrativo, norma che però vale solo per i soggetti già autorizzati alla coltivazione in caso di violazione di quanto sancito nel nuovo provvedimento.

Il sito del quotidiano francese Le Pariesien scrive che il 15 gennaio l’emittente televisiva TF1 ha dato la notizia dell’incidente. Cinque persone sono state sottoposte ad un test per una molecola sperimentale messa a punto da Biotrial, un laboratorio di un’azienda farmaceutica privata.

Il ministro della Sanità Touraine ha dichiarato che il farmaco, assunto per via orale, è un prodotto analgesico a base di cannabis. Il quotidiano scrive che le 6 persone hanno avvertito malori dopo aver preso il farmaco e sono stati ricoverati d’urgenza all’ospedale CHU di Rennes. Uno dei ricoverati è in stato di morte celebrale.

In un comunicato, scrive il quotidiano Le Monde, il ministero della Salute ha dichiarato di aver aperto un’inchiesta su quanto accaduto:

“Il laboratorio ha informato l’Agenzia nazionale di sicurezza del farmaco (Ansm) dell’interruzione della sperimentazione e ha proceduto a contattare tutti i volontari che hanno preso parte ai test”.

Il test, precisa il ministero, era un “test clinico di Fase 1, condotto su un medicinale preso per via orale in corso di sviluppo da parte di un laboratorio europeo”. A svolgerlo era un laboratorio privato autorizzato, specializzato nella realizzazione di test, e l’obiettivo era “valutare la sicurezza di utilizzo, la tolleranza, i profili farmacologici della molecola in volontari sani”.

L’Agenzia nazionale per la sicurezza del farmaco ha deciso di avviare un’ispezione tecnica, mentre il ministro ha chiesto all’Ispezione degli affari sociali di condurre verifiche su “organizzazione, mezzi e condizioni di intervento” del laboratorio responsabile del test clinico.

Mentre in Francia il ministero della Sanità procede ad aprire un’indagine su quanto accaduto nella sperimentazione del farmaco a base di cannabis, in Italia si vota la depenalizzazione della coltivazione di marijuana per uso terapeutico. Il 15 gennaio il Consiglio dei ministri ha dato il via libera in Italia alle misure di depenalizzazione della coltivazione di cannabis per uso terapeutico, una norma riguarda solo i soggetti già autorizzati alla coltivazione che violino le prescrizioni, comportamento che da illecito penale passa a illecito amministrativo.

Per ora, quindi, fuori da questo quadro coltivare cannabis in grandi quantità resterà reato. In Parlamento esiste una proposta di legge, promossa dall’Intergruppo parlamentare in materia, per la depenalizzazione di modico uso della cannabis a scopo ricreativo.

Il provvedimento approvato rientra in un pacchetto più ampio di depenalizzazioni all’esame del Cdm e che riguarda, tra l’altro, atti osceni, noleggio di materiale coperto da copyright ma anche la guida senza patente: la prima volta che si è pizzicati, non sarà più reato. Oggi la sanzione prevista dal codice della strada va da 2.257 a 9.032 euro, ma la deve comminare un giudice dopo un processo. E spesso va tutto in fumo causa prescrizione.

Con le nuove regole, invece, per chi guida con la patente non in regola scatterebbero subito fermo e confisca amministrativa del mezzo, e una multa ben più salata: da 5mila a 30mila euro. Resta inoltre la sanzione penale in caso di recidiva. L’idea di fondo, quindi, è che il rischio di pagare somme molto più alte sia un deterrente più efficace del tribunale. E questa è la filosofia di tutto il pacchetto normativo, che punta a decongestionare i palazzi di giustizia, evitando vi finiscano procedimenti su condotte di scarso rilievo, con costi per Stato e pochi benefici.


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