Salute

Carlo Croce, oncologo di fama accusato dal New York Times di cattiva condotta medica

Carlo Croce, oncologo di fama accusato dal New York Times di cattiva condotta medica

Carlo Croce, oncologo di fama accusato dal New York Times di cattiva condotta medica

MILANO – Accusato di cattiva condotta scientifica e di falsificazione di dati dal prestigioso quotidiano americano New York Times, l’oncologo italiano Carlo Croce si difende: “Sono illazioni, basate su denunce anonime”. E annuncia una querela per diffamazione.

Croce, 72 anni, intervistato dal Corriere della Sera, ha parlato di “caccia alle streghe”. Da ormai 47 anni vive negli Stati Uniti. Milanese di nascita, dopo la laurea all’Università La Sapienza di Roma ha svolto la sua attività di ricerca e didattica soprattutto in Università americane, fino al trasferimento definitivo. Oggi dirige l’Istituto di Genetica presso il Comprehensive Cancer Center dell’Ohio State University, oltre ad essere membro dell’autorevole Accademia delle Scienze americana.

L’oncologo risponde con queste parole alle accuse del New York Times:

“Tutte le accuse sono basate su supposizioni, di concreto non c’è nulla. L’articolo del New York Times raccoglie una lunga serie di insinuazioni fatte negli anni da persone anonime, ma di concreto non c’è nulla. A molte di queste denunce anonime avevo già risposto, l’Università aveva già fatto tutte le verifiche necessarie e non è mai stato confermato nulla”.

Croce è autore o coautore di oltre mille pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali e ha ricevuto decine di finanziamenti da enti pubblici e privati per svolgere attività di ricerca. Il quotidiano newyorchese parla di 86 milioni di dollari solo in finanziamenti federali. I suoi studi gli hanno portato anche 60 premi internazionali per le sue scoperte nella ricerca oncologica, incentrata soprattutto sul genoma umano e il ruolo che il DNA svolge nell’insorgenza dei tumori.

Ma per il New York Times

“il suo appariscente successo ha portato con sé un certo quoziente di controversia. Alcuni scienziati sostengono che Croce si è concentrato più sulla vorticante produzione di articoli scientifici che sulla verifica attenta dei suoi studi. Negli ultimi anni Croce ha respinto una mare di accuse circa la falsificazione di dati e una sua cattiva condotta scientifica, stando a quanto raccolto attraverso documentazioni federali, corrispondenza con riviste scientifiche e reclami anonimi”.

Croce risponde netto alle accuse:

“È vero che ho ricevuto molte di queste denunce anonime, ma tutte le verifiche che sono state fatte non hanno dimostrato a nulla di concreto. Era tutto campato per aria. Quell’articolo si basa integralmente su illazioni, mancano i fatti. Sono solo argomenti non confermati. L’Università dell’Ohio ha già condotto le sue verifiche e non sono state trovate prove a carico di nessuna delle accuse che mi sono state rivolte. Se necessario faranno ulteriori investigazioni, com’è doveroso. È la prassi. Possono esserci naturalmente degli errori, può capitare: non sono sempre il primo autore degli studi, a volte vengono condotti in collaborazione con altri. Ma sono assolutamente certo di quanto fatto nel mio laboratorio”,

dice, parlando di caccia alle streghe in cui i “giornalisti prendono la parte dei denunciatori, si schierano con le soffiate anonime”. E annuncia: “Procederò con una causa per diffamazione”.

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