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Carne, nuova tassa su bistecca. Idea Onu per diminuire consumo

ROMA – L’Onu starebbe pensando a una tassa sulla carne, in particolare sulle bistecche. In tal modo vuole disincentivare il crescente consumo di carne, visto che la domanda è in costante aumento negli ultimi anni. E’ il secondo attacco “ravvicinato” alla carne, dopo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) aveva bollato la carne come cancerogena.

Spiega Francesco Borgonovo su Libero:

Le Nazioni Unite, infatti, hanno commissionato uno studio all’International Resource Panel, l’organizzazione che si occupa di ricerca sui temi dello sviluppo sostenibile e di cui fanno parte 34 scienziati, sostenuti da 30 governi di tutto il mondo. Gli illustri luminari hanno prodotto un rapporto in cui si spiega che nei prossimi dieci anni il consumo di carne di pollo a livello globale aumenterà del 20 per cento e quello di carne bovina e suina del 14 per cento. A parere degli esperti Onu, tale crescita dei consumi sarebbe un vero disastro. Motivo? Gli allevamenti intensivi di bovini, ovini e suini causano un enorme danno ambientale. «Se tutti consumassero carne ai livelli del Nord America e dell’Europa», sostengono gli studiosi dell’Irp, «il pianeta sarebbe in grossi guai».

Come rimediare? Semplice: facendo lievitare il costo della carne, in modo che la popolazione sia costretta a comprarne sempre meno. «Le conseguenze negative per l’ambiente e la salute devono essere incorporate nei prezzi dei prodotti alimentari», ha solennemente dichiarato Maarten Hajer, il capo degli scienziati dell’Onu che hanno redatto il rapporto.

Le possibilità in campo sono due: la prima è l’introduzione di una tassa sulle bistecche vendute nei supermercati e nelle macellerie. La seconda è più diabolica, perché eviterebbe ai governi di passare guai con i propri elettori. Invece di imporre un balzello sulla carne a livello di piccola e grande distribuzione, si può far salire il prezzo prima, tassando produttori e distributori. «Pensiamo che sia meglio aumentare i prezzi a un livello precedente della catena, è più facile», ha aggiunto il professor Hajer. «È più allettante tassare la carne al livello del consumatore, ma è meno efficace».


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