Salute

Chikungunya, 47 casi accertati. Emergenza trasfusioni e allerta in tutta Europa

Chikungunya, 47 casi accertati. Emergenza trasfusioni e allerta in tutta Europa

Chikungunya, 47 casi accertati. Emergenza trasfusioni e allerta in tutta Europa

ROMA – I casi accertati di Chikungunya salgono a 47 nella Regione Lazio il 15 settembre e intanto anche Centro europeo per il controllo delle malattie, Ecdc, lancia l’allerta in tutta Europa. I Comuni interessati stanno procedendo all’attivazione dei piani di disinfestazione, ma l’emergenza trasfusioni di sangue si fa ogni giorno più grave.

Il primo caso inoltre è stato segnalato in Lombardia. Ad essere stata infettata una ragazzina di 13 anni di origine asiatica residente a Curtatone, Comune alle porte di Mantova. A darne notizia, con un comunicato, lo stesso Comune di Curtatone allertato da una segnalazione del Servizio di prevenzione medica dell’Ats Val Padana. Subito è partita la disinfestazione nell’abitazione della bambina, che si trova nelle campagne del paese. La ragazzina ha contratto il virus durante una vacanza con la famiglia nel suo paese di origine.

Il Seresmi, Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive, nella serata di venerdì ha rilasciato un nuovo bollettino in cui sottolinea che i casi accertati salgono a 47 nel Lazio:

“Di questi 20, 19 casi sono residenti o riportano un soggiorno nel Comune di Anzio e uno a Latina. È stato chiesto ai Comuni di procedere alla disinfestazione delle aree interessate”.

La situazione si fa complicata per le donazioni di sangue, tanto che il Centro nazionale sangue, Cns, ha commentato così le conseguenze sul Sistema Trasfusionale dell’emergenza legata ai focolai di Chikungunya nel Lazio

“sono paragonabili a quelle di una maxiemergenza, sebbene non sia di tipo sanitario, perché il virus raramente dà sintomi gravi. Tutte le Regioni, anche quelle a loro volta in difficoltà nella raccolta, hanno dato la loro disponibilità a contribuire alla compensazione”.

L’impatto di queste misure di raccolta sangue straordinaria “è molto pesante, basti pensare che la Asl Roma 2 ha una popolazione pari a una regione come il Friuli Venezia Giulia – sottolinea il CIVIS, Coordinamento delle predette Associazioni e Federazioni – e le Associazioni sono pronte a coordinarsi tra loro ed a modulare gli sforzi per far fronte agli sviluppi ed al protrarsi della situazione”.

Intanto l’Ecdc in un documento ha invitato i cittadini europei che hanno viaggiato in Italia a segnalare tutti i casi di indezione accertati. Gli Stati membri europei, si legge nel documento sulla valutazione del rischio per i casi autoctoni di Chikungunya in Italia,

“dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di segnalare qualsiasi caso confermato di Chikungunya fra chi ha viaggiato in Italia nelle due settimane precedenti l’inizio dei sintomi alle autorità sanitarie italiane”. Ciò, afferma l’Ecdc, “potrebbe aiutare a individuare possibili fonti di trasmissione aggiuntive attorno all’area interessata”.

L’allarme è alto anche in relazione alla possibilità di nuovi casi: è molto probabile che nella zona di Roma si verifico nuovi casi di Chikungunya, scrive l’Ecdc. Il fatto che

“il primo contagio potrebbe essere avvenuto a metà luglio, che i casi sono riportati in due aree separate e che diversi casi asintomatici sono sotto indagine suggerisce che la trasmissione locale è molto efficace – scrivono gli esperti europei -. Di conseguenza ci si aspetta di identificare nuovi casi in futuro. Dato che le condizioni ambientali rimarranno le stesse nel Lazio nelle prossime settimane, la probabilità di ulteriore trasmissione è alta”.

L’Italia, ricorda il documento, è stato il primo paese fuori dai tropici ad avere un’epidemia di Chikungunya autoctona nel 2007, e da allora ci sono stati solo 3 focolai, l’ultimo dei quali in Francia poche settimane fa. I viaggiatori europei che sono stati in Italia, raccomanda l’Ecdc, devono dunque riferire alle autorità qualsiasi sintomo riconducibile alla malattia.

Nel documento si consiglia inoltre di escludere le donazioni di sangue da viaggiatori provenienti dalle aree italiane colpite dai focolai e di rimandare le donazioni di sangue da parte di persone che hanno avuto una diagnosi di chikungunya di “almeno 4 settimane dopo la scomparsa dei sintomi”. Tali misure, afferma l’Ecdc,

“dovrebbero essere applicate ad un livello locale. Al momento, la municipalità di Anzio è considerata essere un’area affetta e tali misure di sicurezza dovrebbero essere applicate”.

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