Salute

Chikungunya, altri 10 casi nel Lazio: salgono a 27, sangue da 10 Regioni

Chikungunya, altri 10 casi nel Lazio: salgono a 27, sangue da 10 Regioni

Chikungunya, altri 10 casi nel Lazio: salgono a 27, sangue da 10 Regioni

ROMA – Altri dieci nuovi casi di Chikungunya registrati nel Lazio. I dati aggiornati forniti dalla Regione parlano di 27 casi totali, quasi tutti provenienti da Anzio, Comune del litorale. Sei quelli riscontrati invece a Roma, dove è emergenza per il blocco parziale delle donazioni disposto dal Centro Nazionale Sangue nei territori coperti dalla Asl Roma 2, vale a dire le zone Sud ed Est della Capitale che hanno in tutto circa un milione di abitanti.

Resta dunque alta a Roma l’allerta sulla presenza delle zanzare tigre, gli insetti attraverso i quali è possibile contrarre la Chikungunya. Proprio per questo è arrivata la decisione di sospendere le donazioni in alcune zone della città.

Da dieci Regioni italiane (Calabria, Molise, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria, Lombardia, Marche, provincia di Trento, Veneto e Toscana) sono arrivate per ora 849 sacche di sangue per sopperire al deficit, in una gara di solidarietà definita dal governatore Nicola Zingaretti un “bell’esempio di unità e generosità del Paese”. Ma è lo stesso presidente che prova a spegnere gli allarmismi, spiegando che “non ci sarà carenza di sangue”.

Il provvedimento adottato per la Asl Roma 2, inoltre, non dovrebbe essere esteso ad altre zone della città, come conferma il capo della cabina di regia sanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato. “Anche perché – sottolinea – le altre Asl hanno introdotto una quarantena”.

Intanto l’Avis, l’associazione dei volontari donatori sangue, si è già mobilitata per sopperire all’emergenza. “Anche questa volta, come tante altre in passato – spiega il presidente nazionale Alberto Argentoni – i donatori moltiplicheranno il loro impegno di solidarietà, programmando le donazione e rispondendo alle chiamate delle nostre sedi e dei centri trasfusionali”.

Nel Lazio vengono raccolte circa 15mila unità di sangue al mese, di cui almeno 11mila nella sola provincia di Roma. La Capitale accoglie nei suoi ospedali molti pazienti da altre regioni, soprattutto del Sud, e sono presenti circa 400 pazienti talassemici che necessitano di trasfusioni periodiche.

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