Blitz quotidiano
powered by aruba

Colon, i cibi che lo irritano: grano, latte, frutta, legumi…

ROMA – Quali sono i cibi che irritano il colon? I fermentabili, gli oligosaccaridi, i disaccaridi, i monosaccaridi e i polioli riassunti nell’acronimo di Fodmap. Gli alimenti non concessi sono soprattutto zuccheri fermentabili, cioè zuccheri come quelli contenuti nel grano, nel latte e nella frutta. Vanno limitati quindi cibi come cous-cous, segale e grano, latticini, verdure a foglia larga e legumi, mentre sono concessi avena, riso, frutta secca e frutti acidi come gli agrumi.

La Fodmap rappresenta una vera e propria mappa dei cibi che non vanno assunti per contrastare con la dieta il colon irritabile, in modo da capire cosa è concesso e cosa no nell’alimentazione quotidiana, e va oltre al semplice limitare le sostanze che notoriamente sono irritanti per la mucosa intestinale, come ad esempio alcol e caffè.

Fabio Di Todaro scrive su La Stampa che il colon irritabile è una malattia che si può curare a tavola, come spiega lo studio condotto dai ricercatori dell’Università del Michigan e presentato all’ultimo convegno Digestive Disease Week a San Diego. I ricercatori hanno sottoposto un campione di malati a due differenti diete. Metà sono stati trattati con una dieta in cui i Fodmap erano vietati, gli altri invece hanno seguito i consigli già noti di limitare sostanze irritanti come caffè e alcol e moderare le porzioni:

“Più del 50% dei pazienti arruolati nel primo «cluster» ha registrato un netto miglioramento dei sintomi (gonfiore addominale, diarrea, stimolo ad andare in bagno), in appena un mese e mezzo di trattamento, rispetto al venti per cento osservato nei pazienti inseriti nel gruppo di controllo.

Studi di questo tipo servono a valutare il peso di un determinato fattore di rischio nei meccanismi di insorgenza di una malattia. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti i FODMAP, con cui si definiscono degli zuccheri fermentabili – l’acronimo riassume i vocaboli inglesi: fermentabili, oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli – contenuti in diversi alimenti: i derivati del grano e della segale, il cous-cous, il latte e i prodotti caseari, alcuni tipi di frutta (mango, pera, cocomero, ciliegie, albicocche, datteri e fichi), il miele, il cioccolato, le verdure cotte a foglia larga (più di tutte cicoria e bietola), gli asparagi, i broccoli, il finocchio, i legumi, i peperoni e i funghi.

Una dieta a basso contenuto di questi alimenti – studiata anche per comprendere i meccanismi di insorgenza della sensibilità al glutine – ha svelato un effetto terapeutico incoraggiante, se seguita dai pazienti affetti dalla sindrome del colon irritabile. «Non siamo ancora pronti per sdoganare un nuovo trattamento, ma siamo quasi certi della sua efficacia – afferma la gastroenterologa Shanti Eswaran, docente di medicina interna all’Università del Michigan -. Adesso dobbiamo definire il meccanismo biochimico alla base di questa risposta e capire come mai gli stessi alimenti possano portare a reazioni notevolmente diverse a seconda delle persone che li assumono». 

IMPOSSIBILE DARE INDICAZIONI SULLE QUANTITA’

Non è possibile definire con certezza qual è il limite di FODMAP che possono essere assunti con la dieta senza esacerbare i sintomi della sindrome del colon irritabile. Anche perché molti di essi si trovano in zuccheri presenti quotidianamente nella dieta: dal fruttosio (frutta) al lattosio (latte), dai fruttani (grano) allo xilitolo (caramelle e chewing-gum).

Ma che la responsabilità della risposta infiammatoria intestinale sia da ascrivere a loro è un’ipotesi già anticipata da una ricerca australiana pubblicata due anni fa sulle colonne di «Gastroenterology». In quel caso l’osservazione era durata soltanto tre settimane. La risposta, però, era stata la medesima. Motivo per cui, se si soffre di sindrome del colon irritabile, meglio evitare gli alimenti che provocano fermentazione come i farinacei, i legumi e, tra le verdure, il cavolo e i suoi derivati.

 


PER SAPERNE DI PIU'