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Colpito da ictus si fa curare con le staminali e resta paralizzato

BOSTON – Colpito da un ictus, si fa curare con un trattamento sperimentale a base di cellule staminali all’estero e rimane paralizzato, con un grosso tumore sulla spina dorsale. E’ la storia di Jim Gass, americano di San Diego di 66 anni.

Il 10 maggio del 2009 Gass ebbe un ictus. La mattina provò ad alzarsi dal letto a fatica, ma cadde per terra. Due anni dopo, nel 2011, non riusciva a muovere il braccio sinistro, mentre la gamba sinistra era molto debole, tanto che per camminare Jim aveva bisogno di un bastone.

Cercando una possibile soluzione su internet, come orami sempre più malati fanno, Gass lesse la storia di John Brodie, ex giocatore di football e golfista professionista che si era ripreso da un ictus grazie ad una terapia a base di cellule staminali a cui si era sottoposto in Russia.

Così Gass iniziò il suo pellegrinaggio tra Russia e Messico in diverse cliniche sperimentali, fino ad arrivare a spendere 300mila euro nel tentativo di tornare ad essere quello di prima dell’ictus. 

Ma dopo un leggero miglioramento iniziale, Gass ha iniziato a stare male, come ha raccontato lui stesso al New York Times:

“Sentivo dolore quando mi sdraiavo e ho cominciato a perdere la capacità di camminare. In ospedale a Boston hanno scoperto la massa tumorale, sono stato operato, ma ad oggi i medici non sanno come bloccare la crescita delle cellule”.

Al Brigham and Women’s Hospital di Boston, infatti, i medici hanno scoperto sulla spina dorsale del paziente una massa di cellule tumorali grande quanto una mano, cresciuta proprio a causa delle iniezioni di cellule staminali.

La storia di Gass è stata raccontata dal New York Times e da altri quotidiani americani come un avvertimento per chi pratica il cosiddetto “turismo delle cellule staminali”, andando in giro per il mondo, soprattutto in Paesi come Cina, Russia, Messico o Argentina, a sottoporsi a trattamenti sperimentali (e costosi) che danno speranze anche a chi non ne ha.

Cliniche che iniettano staminali per curare la distrofia muscolare, l’Alzheimer o l’ictus, ma che in alcuni casi, proprio attraverso quelle iniezioni, provocano dei tumori.