Salute

Cuore lento: chi ce l’ha, che cos’è. Come Fausto Coppi, ma anche come Carme Chacon

Cuore lento: chi ce l'ha, che cos'è. Come Fausto Coppi, ma anche come Carme Chacon

Cuore lento: chi ce l’ha, che cos’è. Come Fausto Coppi, ma anche come Carme Chacon

ROMA – Cuore lento: chi ce l’ha, che cos’è. Come Fausto Coppi, ma anche come Carme Chacon. Un ritmo ad andamento lento del cuore, sotto i 60 canonici battiti al minuto, ha permesso a campioni leggendari come Fausto Coppi di dominare gli avversari restando in sella alla sua bici, in questo caso, quasi senza sforzo, una specie di benedizione per uno sportivo. I 35 battiti al minuto di Carme Chacon, la povera ex ministra spagnola di Zapatero, l’hanno condotta invece a una morte prematura, dopo una vita passata a sorvegliare quel muscolo che dalla nascita aveva deciso di battere pigramente.

Da una parte, quindi, il vantaggio competitivo per pochi fortunati campioni, Coppi certo, ma anche il tennista Bjorn Borg, il calciatore Radamel Falcao, il maratoneta Alex Schwazer… L’intensa attività agonistica agisce da modellatore del cuore e inibisce la produzione di una proteina determinando un’alterazione nel pacemaker, diciamo la centralina elettrica, che abbassa la frequenza dei battiti.

Dall’altra quella che viene definita clinicamente “bradicardia”, dove il termine di origine greca traduce significativamente “cuore lento”. Quello di Carme: “Ho 35 pulsazioni al minuto — aveva spiegato un paio d’anni fa al quotidiano di Barcellona, La Vanguardia — e un difetto cardiaco congenito per cui fin da bambina mi è stata raccomandata una vita tranquilla. Considero ogni nuovo giorno come un regalo».

La bradicardia può essere causata anche da gravi cardiopatie congenite (come difetti atrio-ventricolari). «In questo caso il battito rallenta per un’alterazione dell’impianto elettrico del cuore — sottolinea Antonio Bartorelli, alla guida della Cardiologia interventistica del cardiologico Monzino —. La frequenza più bassa, dunque, è il sintomo di un’anomalia che può portare a un blocco dell’impianto elettrico oppure a una fibrillazione ventricolare». (Simona Ravizza, Corriere della Sera)

 

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