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Cuore magnetico impiantato a Roma: primo caso al mondo

ROMA – Un nuovo cuore artificiale “magnetico” fino ad ora utilizzato solo sugli adulti, ha salvato una ragazza di 16 anni che rischiava la morte improvvisa in attesa di un organo compatibile. L’operazione è stata eseguita all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, come soluzione ponte (cioè in attesa di un cuore per il trapianto) il 7 gennaio scorso su di una giovane che soffriva di miocardiopatia dilatativa severa.

Dopo 4 giorni si è reso disponibile un cuore compatibile e la paziente è stata trapiantata l’11 gennaio. Il nuovo dispositivo meccanico si chiama Heart Mate 3. Impedisce l’attrito delle parti meccaniche tra di loro, prevenendo così l’usura del dispositivo. L’Ospedale ha realizzato il primo impianto di cuore artificiale nel 2002. Da allora ne sono stati impiantati oltre 60. L’operazione è stata eseguita da un’ equipe mista del Dipartimento medico chirurgico di cardiologia pediatrica, diretta dal dottor Antonio Amodeo, responsabile ECMO e assistenza meccanica cardiorespiratoria.

La caratteristica di questo nuovo dispositivo consiste in una pompa centrifuga a levitazione magnetica che consente di eliminare l’attrito tra le parti meccaniche e il sangue e quello delle parti meccaniche tra di loro, riducendo sensibilmente gli eventi avversi.

Il nuovo dispositivo, Heart Mate 3, negli Stati Uniti è ancora sottoposto al trial clinico mentre in Europa ha ottenuto il marchio CE nell’ottobre del 2015 ed è stato impiantato da allora solo su popolazione adulta. Alla luce degli ottimi risultati ottenuti nella sperimentazione europea, l’equipe del Bambino Gesù ha deciso di chiedere il permesso alla casa produttrice, la St. Jude Medical, di utilizzare questo modello per la prima volta al mondo su un paziente pediatrico. Il trial europeo ha dimostrato una sopravvivenza del 98% a 30 giorni dall’impianto e del 92% a 6 mesi. Ancora più importante, su 50 pazienti adulti trapiantati non si sono registrati eventi come trombosi, emolisi o malfunzionamenti meccanici che sono tra le cause principali di morte.

Oggi spiega il dottor Antonio Amodeo la ragazza sta bene ed è stata dimessa dall’Ospedale dopo il trapianto cardiaco il primo febbraio. Il 30 settembre 2010 l’Ospedale ha eseguito l’impianto del primo cuore artificiale permanente in un paziente pediatrico portatore di distrofia di Duchenne, e, nell’aprile del 2012, quello del più piccolo cuore artificiale, del peso di 11 grammi, sempre per la prima volta al mondo, su un bambino di appena 16 mesi. Nel periodo 2011-15, il Bambino Gesù ha coperto quasi il 50% di impianti di cuori artificiali pediatrici in Italia.

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