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Di che si muore? Di cuore 29,5%… la mappa delle cause dei decessi italiani

Di che si muore? Di cuore 29,5%... la mappa delle cause dei decessi italiani

Di che si muore? Di cuore 29,5%… la mappa delle cause dei decessi italiani

ROMA – Di che si muore? Di cuore 29,5%… la mappa delle cause dei decessi italiani. Malattie del cuore, tumore del polmone, ipertensione, demenze, alzheimer e diabete: sono queste le prime cause di morte degli italiani rilevate dall’Istat per il periodo 2003-2014. L’Istituto di statistica ha infatti pubblicato un report nel quale per la prima volta viene presentata la serie completa dei dati di mortalità per causa, evidenziando le prime 25 cause di mortalità nel nostro Paese.

Nel 2014, rileva l’Istat, i decessi in Italia sono stati 598.670 e dal 2003 al 2014 il tasso di mortalità si è ridotto del 23% a fronte, però, di un aumento dell’1,7% dei decessi (+9.773) dovuto all’invecchiamento della popolazione.

Cuore, 29,5% di tutti i decessi. Sia nel 2003 che nel 2014 le prime tre cause di morte sono le malattie ischemiche del cuore, le malattie cerebrovascolari e le altre malattie del cuore (che rappresentano il 29,5% di tutti i decessi), anche se i tassi di mortalità per queste cause si sono ridotte in 11 anni di oltre il 35%.

Tra le altre cause di morte anche tumori e setticemia. Permangono, avverte l’Istat, “differenze nei livelli di mortalità tra Nord e Sud. Nel 2014 al quarto posto nella graduatoria delle principali cause di morte figurano i tumori di trachea, bronchi e polmoni (33.386 decessi). Demenza e Alzheimer risultano in crescita e con 26.600 decessi rappresentano la sesta causa di mortalità nel 2014.

Il tumore della prostata è invece la decima causa di morte tra gli uomini (7.174 decessi), mentre il tumore al seno è la sesta causa tra le donne (1.201 decessi). L’Istat segnala inoltre come tra le cause di morte in aumento figuri come prima la setticemia (1,3% del totale dei decessi. Riferendosi poi al numero dei decessi nel 2014, l’Istituto afferma che si sono triplicati rispetto al 2003 “soprattutto per l’effetto della maggiore presenza nella popolazione di anziani multi cronici”.

Restano le differenze tra le regioni del Nord e quelle del Sud: “Permangono – afferma l’Istat – differenze nei livelli di mortalità tra Nord Sud per cardiopatie, malattie ipertensive e diabete mellito, ed aumentano per i tumori alla prostata”. Nel primo anno di vita diminuisce, infine, la mortalità per malformazioni congenite e sofferenze respiratorie del neonato, ma aumenta quella dovuta alle infezioni.

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