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Diabete epidemia: 5 milioni. La dieta e la prevenzione

ROMA – Diabete, ormai è una vera e propria epidemia: sono 5 milioni i malati solo in Italia, 387 milioni nel mondo. Eppure questa malattia metabolica cronica almeno nella sua forma di alimentare o tipo 2, la più diffusa, si potrebbe prevenire con la giusta dieta e un corretto stile di vita.

Quest’anno la Giornata Mondiale della Salute dell’Organizzazione mondiale della sanità è dedicata proprio al diabete, patologia in larga diffusione nel mondo, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito, dove avviene circa l’80% dei decessi dovuti a questa malattia.

Come spiega Nicla Panciera su La Stampa, 

Nel 2030 il diabete diventerà la settimana causa di morte. Gli sforzi messi in atto per prevenire e trattare questa patologia sono fondamentali per l’Oms per raggiungere uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG o Sustainable Development Goals) inseriti nel suo piano d’azione 2014-2020, quello di ridurre di un terzo le malattie non trasmissibili, che nel 2008 hanno causato 36 milioni di morti.

Il diabete è una malattia metabolica cronica caratterizzata da alti livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) causati dall’incapacità del pancreas di produrre abbastanza insulina o al suo non corretto funzionamento.

In Italia i diabetici sono 5 milioni, il doppio rispetto a 30 anni fa. Nel mondo sono 387 milioni di persone, e fra vent’anni si stima che la cifra salirà a 592 milioni.

L’aumento costante del numero di malati dipende dall’aumento di obesità e sovrappeso nella popolazione mondiale e di ogni fascia d’età. Inoltre un diabetico su quattro non sa di essere malato.

Eppure tutto questo si potrebbe evitare con una corretta prevenzione, come spiega Panciera:

Alcuni casi di diabete di tipo 2 – che costituisce il 90% dei casi di diabete – sarebbero evitabili seguendo alcune accortezze relative allo stile di vita e all’alimentazione, che dovrebbe essere sempre ricca di frutta e, soprattutto, verdura e povera di grassi saturi e di zuccheri raffinati. Combattere la sedentarietà, mantenendo il giusto perso corporeo, permette di ridurre il rischio di diabete e di ritardarne la comparsa, con la conseguente riduzione del numero di casi totali e di invalidità ad esso collegate.

 

Il metabolismo del glucosio è un fenomeno complesso. Gli ormoni secreti dal pancreas ne mantengono stabile il livello nel sangue, ma ora sappiamo che anche il nostro cervello gioca un ruolo fondamentale in questo processo di regolazione. Un team di ricercatori della Rockefeller University e del Rensselaer Polytechnic Institute sono riusciti, aumentando l’attività dei neuroni dell’area ventromediale dell’ippocampo attraverso delle onde radio e l’applicazione di un campo magnetico, a far aumentare il livello di glucosio nel sangue e a diminuire i livelli di insulina nei topi, che hanno iniziato a mangiare di più. L’opposto accadeva inibendo tali neuroni. I ricercatori credono che agendo direttamente su tali neuroni potrà diventare in futuro una soluzione efficace nel trattamento del diabete.


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