Salute

Fertilità maschile, arriva il test con lo smartphone da fare a casa

Fertilità maschile, arriva il test con lo smartphone da fare a casa

Fertilità maschile, arriva il test con lo smartphone da fare a casa

ROMA – Un test fai-da-te per scoprire, con lo smartphone, la fertilità dell’uomo. Costa solo cinque dollari e promette risultati semplici da leggere. Ma alcuni esperti avvertono: “In questo modo ci si allontana dai medici, che possono spiegare come la infertilità maschile si può combattere, soprattutto da giovani”.

Il test, da fare in casa, permette di verificare la qualità dello sperma e la fertilità semplicemente usando uno smartphone. Messo a punto da un‘équipe di ricercatori dell’Harvard Medical School e del Massachusetts General Hospital di Boston, il test permette di analizzare un campione di sperma a casa (e non in ospedale) in tempi brevissimi.

Basta raccogliere un campione di sperma in un apposito contenitore e in pochi secondi, grazie al processore e alla videocamera dello smartphone, si hanno in dati sulla concentrazione e la motilità degli spermatozoi.

Gli esperti lo hanno testato su 350 campioni e poi ne hanno dimostrato la semplicità di utilizzo e di lettura dei risultati coinvolgendo dieci volontari che non hanno ricevuto alcuna istruzione in merito, ma si sono limitati a usarlo e leggere da soli correttamente i risultati dell’analisi di 100 campioni.

Il test può quindi essere utile per le coppie che tentano di concepire e anche come uno strumento diagnostico low cost da usare in Paesi in via di sviluppo con carenti infrastrutture sanitarie. Un risultato tanto più importante se si considera che ci sono 45 milioni di coppie nel mondo con problemi di fertilità e si stima che nel 40% di questi il ‘problema’ sia maschile.

Critico verso il nuovo dispositivo il dottor Andrea Salonia, andrologo e urologo presso l’Ospedale San Raffaele di Milano e direttore del San Raffaele Urological Research Institute (URI), che al Corriere della Sera ha parlato dei possibili rischi:

 

 

“Il rischio è quello di allontanare dal concetto di salute quello di fertilità: noi stiamo cercando di dare come messaggio quello che l’uomo infertile ha bisogno di un medico che lo segua perché è tendenzialmente un soggetto meno sano di un altro. È come se avesse un’età biologica di 20 anni in più e se questo strumento si dovesse sostituire alla figura del medico, cioè dovesse diventare un “secondo internet”, a quel punto questo modo di procedere sarebbe più dannoso che utile”.

L’aspetto positivo, per il professor Salonia, è invece parlare dell’infertilità maschile. “Se scopro di avere un problema e questo mi porta a rivolgermi a un urologo, ben venga il test, perché potrò scoprire che esistono cause di malattia in parte curabili per questa condizione. Inoltre c’è una connessione con gli stili di vita che è importante: l’abuso di sostanze, il fumo di sigaretta (il primo fattore di rischio) e anche l’alimentazione possono influire sulla fertilità maschile. Inoltre molti papà sono “incompiuti” perché arrivano tardi a chiedere un aiuto medico. Se questo test mette in evidenza il problema è un buon passo avanti”

 

 

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