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Grassi: quelli saturi fanno male. Ecco dove li mangiamo

ROMA – Mangiare ogni giorno grassi saturi fa male e fa aumentare il rischio di infarto. La maxi ricerca dell’università Harvard chiude definitivamente la questione: i grassi saturi, sempre criticati dalla scienza ma a volte parzialmente assolti da alcuni studi, fanno male. Gli autori della prestigiosa ricerca sono arrivati a questa conclusione con un lungo studio, prendendo in esame 73mila donne e 42mila uomini, tutti operatori sanitari americani seguiti dagli autori rispettivamente per 28 e 24 anni.

La conclusione è che l’assunzione di acidi grassi saturi è correlata a un aumento del rischio cardiovascolare, in particolare di infarto miocardico e ischemia coronarica.

Dove si trovano: gli acidi grassi saturi si trovano principalmente nella carne e nei suoi derivati. In particolare la carne rossa, salumi, formaggi. Attenzione anche all’assunzione di olio di cocco, olio di palma, margarina, burro, strutto e quindi i tanti alimenti confezionati che li contengono come biscotti e merendine, crackers e simili. Ovviamente non significa demonizzare questi alimenti: i medici consigliano di fare attenzione alle quantità e di fare alcune sostituzioni, come spiega al Corriere della Sera Stefano Erzegovesi, nutrizionista e psichiatra, responsabile del Centro dei disturbi alimentari dell’Ospedale San Raffaele di Milano:

“L’aspetto interessante di questo lavoro è che viene superata la vecchia idea di sostituire i grassi saturi con un unico nutriente, per esempio i carboidrati. Qui viene sottolineato che è bene rimpiazzarli con tipi di alimenti diversi che agiscono di concerto nell’offrire benefici a livello cardiovascolare. Vengono quindi promossi i grassi polinsaturi (oli di semi – come sesamo, girasole, mais – e olio di oliva) e monoinsaturi (olio di oliva), le proteine vegetali (principalmente i legumi, ma anche frutta a guscio come pinoli, nocciole e mandorle) e i cereali integrali. Per capirci, se a colazione rinuncio al pane bianco imburrato, posso optare per una fetta di pane, meglio integrale, con qualche noce o un velo di crema di mandorle”.