Blitz quotidiano
powered by aruba

Ictus, riconoscerlo e prevenirlo: è quel minuto che fa la differenza

ROMA – Deficit focale del linguaggio, della vista, della sensibilità e/o del movimento. Se notate in rapida successione o tutti insieme questi sintomi, correte in ospedale: potrebbe trattarsi di un ictus. La tempestività è tutto: le prime 4-6 ore sono fondamentali per scongiurare il rischio di morte o menomazione. Ma l’ideale sarebbe avviare le cure entro un’ora. Ogni minuto può fare la differenza.

Cos’è un ictus? Succede ogni anno a 200 mila italiani e un terzo di loro entro un anno non ce la fa. L’aspetto più aberrante di questa patologia è la sua rapidità e la sua comparsa improvvisa. Le funzioni cerebrali si annebbiano a causa di un ridotto apporto di sangue al cervello. Le ragioni possono essere due: l’occlusione di un vaso, che provoca il cosiddetto infarto cerebrale, o la rottura di un vaso e dunque una conseguente emorragia intracerebrale. Esiste infine una terza possibilità dovuta allo scoppio di un’aneurisma.

Chi colpisce? Tra i fattori di rischio ci sono il maschile, la familiarità e l’età avanzata. Ma nella lista nera ci sono anche il fumo, l’ipertensione arteriosa, la dislipidemia (cioè colesterolo totale elevato e livelli di Hdl, quello buono, troppo bassi) o diabete non curato correttamente. Anche un eccessivo consumo di sale può far male.

Come riconoscerlo? La tecnica R.A.P.I.D.O. può essere un valido strumento di autodiagnosi. Con tale acronimo è stata avviata una campagna di sensibilizzazione in vista del prossimo 29 ottobre, proclamata dall’Oms, Giornata Mondiale dell’Ictus e sponsorizzata dai medici della Stroke Unit dell’ospedale di Perugia con la collaborazione dell’Ars (Associazione Ricerca Stroke).

Quali segnali? Debolezza e immobilità di una metà del volto; di uno degli arti; della metà del corpo che può essere anche interessata da formicolii. Incapacità di esprimersi o di capire chi sta parlando; oscuramento o perdita della visione da un solo occhio, sensazione di vertigine, di sbandamento o di forte mal di testa.

 

Le iniziali stanno per R-Ridi: chi inizia a sentirsi male dovrebbe provare a sorridere per controllare eventuali asimmetrie della bocca. A come Alza le braccia, chi ha un ictus in corso non riesce a sollevarle entrambe, ma solo una. P-Parla: a quel punto le frasi dovrebbero essere confuse. I come Ictus. D per Domanda aiuto, senza indugi: chiamare immediatamente il 118 e spiegare i sintomi. O come Orario, prendere nota del momento esatto in cui sono apparsi i sintomi e cercare di raggiungere il Pronto Soccorso il prima possibile.


TAG: