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Il cuore di un feto comincia a battere 16 giorni dopo il concepimento

LONDRA – Il primo battito cardiaco di un bambino avviene a soli 16 giorni dal concepimento. Lo rivela un nuovo studio della University of Oxford, finanziato dalla British Heart Foundation (Bhf). Fino ad oggi si riteneva che il cuore cominciasse a battere molto dopo: è stato rilevato che nei topi avviene 8 giorni dopo il concepimento, il che equivale al ventunesimo giorno di una gravidanza umana. Ma lo studio della Bhf rivela che i calcoli erano errati.

Il professor Paul Riley che ha guidato il team di ricercatori, spiega al Daily Mail: “Stiamo cercando di capire meglio come si sviluppa il cuore e, inoltre, ciò che provoca quelle anomalie che si sviluppano nel grembo materno prima della nascita”. “Siamo un passo più vicini al poter prevenire le malformazioni cardiache che possono insorgere nel corso della gravidanza”.

Il prof. Riley e la sua squadra sperano, inoltre, che questi risultati portino alla possibilità di riparare il muscolo danneggiato dopo un attacco di cuore, che può provocare insufficienza cardiaca. Nello studio, pubblicato sulla rivista scientifica eLife, i ricercatori affermano che il cuore ha iniziato a contrarsi, non appena si è formata la mezzaluna cardiaca, una fase iniziale dello sviluppo dell’organo.

Nei topi, la mezzaluna si forma 7 giorni e mezzo dopo il concepimento, che equivale a 16 giorni nell’embrione umano. Il team ha anche scoperto che l’inizio del battito è essenziale al cuore per sviluppare correttamente, e che una proteina, NCX1, svolge un ruolo chiave nella generazione di calcio necessaria per produrre l’azione battito del cuore.

Sir Nilesh Samani, direttore sanitario alla British Heart Foundation, che ha finanziato la ricerca, afferma: “Questo studio descrive alcune delle primissime fasi di sviluppo di un cuore che batte, identifica alcune delle molecole chiave coinvolte e mostra che l’avvio del battito ha un impatto sull’ulteriore sviluppo del cuore”.”La ricerca attuale è di vitale importanza per la comprensione e, insieme, per la prevenzione delle malattie che colpiscono il cuore”.


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