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Influenza suina: virus EAH1N1 dalla Cina, rischio pandemia

Influenza suina: virus EAH1N1 dalla Cina, rischio pandemia

Influenza suina: virus EAH1N1 dalla Cina, rischio pandemia (foto di repertorio Ansa)

ROMA – Una nuova ondata di influenza suina potrebbe investire molti Paesi al più presto. E’ stato identificato da ricercatori cinesi il virus influenzale che rischia di trasformarsi nella maggiore minaccia pandemica del prossimo anno: si tratta del virus EAH1N1, già circolante nei suini dal 1979 e rivelatosi in grado di contagiare anche l’uomo.

I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Proceedings of National Academy of Science (Pnas), scrivono i ricercatori, “suggeriscono che un’azione immediata è necessaria per evitare la trasmissione agli esseri umani”. Nello studio, il team del China’s National Avian Influenza Reference Laboratory ha eseguito una vasta sorveglianza dell’influenza nei suini in Cina e isolato 228 virus influenzali da 36.417 suini nei macelli e negli allevamenti in 24 province a partire da agosto 2010 al marzo 2013. I ricercatori hanno scoperto che 139 dei 228 ceppi suini appartengono al lignaggio EAH1N1, una variante simil-aviaria del già ben noto AH1N1.

Dopo il sequenziamento del genoma dei diversi campioni di questo virus, hanno diviso EAH1N1 in cinque genotipi e tutti hanno mostrato la capacità di infettare l’uomo. “La maggior parte dei virus EAH1N1 può diffondersi facilmente tra gli umani”, ha detto Chen Hualan, a capo del gruppo di ricerca, ma “i vaccini attuali e l’immunità preesistente nella popolazione non sono in grado di offrire una protezione sufficiente contro questi virus”.

Questi virus EAH1N1 – sottolineano i ricercatori cinesi – presentano 5 possibili genotipi caratterizzati da 2 diversi gruppi antigenici (una sorta di ‘proteine-bandiera’ che sono presenti sulla superficie del germe e vengono riconosciute e attaccate dal sistema immunitario), entrambi differenti dal virus H1N1 che circola da alcuni anni nell’uomo durante l’influenza stagionale.

A preoccupare gli scienziati c’è innanzitutto il fatto che questi virus si legano in modo preferenziale ai recettori presenti sulle cellule umane. Inoltre, nei furetti, 9 dei 10 microrganismi testati sono stati in grado di trasmettersi da un animale all’altro attraverso le goccioline emesse con il respiro. Infine, anticorpi per uno dei due gruppi antigenici di EAH1N1 sono stati trovati solo nel 3,6% dei bambini, nel 13,4% degli anziani e in nessun adulto, mentre per l’altro gruppo antigenico nessuna fascia d’età sembra possedere difese naturali.

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