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Le Iene e MCS: malattia invisibile che Stato non riconosce

ROMA – Nella puntata de Le Iene in onda domenica 6 marzo, Giulio Golia ha preparato un servizio dedicato alla MCS, la sensibilità chimica multipla che viene da lui definita come la “malattia invisibile”.

Nel servizio (CLICCA QUI), intitolato proprio malattia invisibile, Golia ha incontrato tre persone che soffrono di questa malattia che gli hanno raccontato come si vive in questi casi, o meglio come si sopravvive visto che, secondo i loro racconti, non possono fare nulla: dal parlare al cellulare, al contatto con altre persone, all’utilizzo dell’acqua del rubinetto passando per il respirare aria fresca. Tre storie diverse e testimonianze che però hanno tutte qualcosa in comune: il fatto che le persone affette da questa malattia, la sensibilità chimica multipla, non possano curarsi in Italia, dove non esistono cliniche per questa malattia, e devono quindi andare all’estero pagandosi tutte le spese da soli perché lo Stato, e quindi poi le varie regioni italiane, non riconoscono la MCS come una malattia per la quale avere aiuti o esenzioni.

Per dare delle cifre, la prima signora intervistata, arrivata a Londra dopo un viaggio in macchina dal Veneto ( non potendosi permettere un viaggio in un aereo medico) ha speso circa 30 mila euro solo per un ciclo di cure, per stare leggermente meglio. La seconda ragazza intervistata da Golia, una ventenne toscana, ha speso solo per il volo che la porterà in Spagna, 17 mila euro. L’altra cosa che queste persone hanno in comune è il fatto che all’inizio, i medici non abbiano creduto che fossero malati perchè apparentemente sembrano stare bene. Ed è per questo che la loro malattia non viene riconosciuta perchè spesso si tende a dire che si tratta di qualcosa di psicologico, un brutto male che è tutto nel loro cervello.

La Sensibilità Chimica Multipla (MCS) è una malattia che pochi conoscono e che la maggior parte dei medici riconosce con difficoltà. La malattia si caratterizza infatti per una serie di sintomi differenti, che possono colpire ogni organo, e le sue manifestazioni sono estremamente differenti da persona a persona e infatti il nome stesso dato alla patologie è piuttosto generico. I sintomi più frequenti, ed altamente lesivi della qualità della vita del paziente, fino all’invalidità, sono quelli di tipo allergico come difficoltà respiratoria, nausea, emicrania, dermatiti da contatto, vertigini, ipersensibilità agli odori e manifestazioni, talvolta anche gravi a livello neurologico, come sdoppiamento della personalità e amnesia.

Nel servizio de Le Iene viene intervistato il professor Magnavita del Policlinico Gemelli di Roma. Il professore spiega che in Italia ci sono molti casi, lui stesso ha curato circa 200 persone che hanno avuto, chi più chi meno, dei miglioramenti. Spiega che in Italia non ci sono fondi e che nessuno studia questa branca della medicina che in altri stati e in altri posti, come ad esempio gli Stati Uniti, è riconosciuta e c’è proprio una branca della medicina che si occupa di questi casi.

Secondo il sito Osservatorio Malattie Rare, in Italia, tra gli specialisti migliori capaci di riconoscere questa malattia, c’è sicuramente Giuseppe Genovesi medico specialista in endocrinologia, psichiatria e immunologia e ricercatore presso il Policlinico Umberto I di Roma,uno tra i primi a studiare la patologia , è che in Italia le persone affette da sensibilità chimica multipla siano circa 1 milione ma che solo quindicimila, circa l’uno virgola cinque per cento del totale, sappiano di esserne affetti.


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