Salute

Mal di testa, attacchi calano del 70% con i nuovi anticorpi

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Mal di testa, attacchi calano del 70% con i nuovi anticorpi

MILANO – Soffrite di mal di testa? I farmaci non vi fanno niente? Un aiuto arriva dagli anticorpi monoclonali, che fanno calare gli attacchi fino al 70 per cento. Si iniettano una volta al mese o ogni tre mesi e sono in grado di ridurre le crisi di emicrania e cefalea a grappolo.

Attualmente questi anticorpi monoclonali contro CGRP (Calcitonin Gene Related Peptide, un piccolo peptide vasodilatatore coinvolto nella trasmissione dei segnali dolorosi durante gli attacchi di emicrania) stanno dando ottimi risultati nelle sperimentazioni cliniche e presto potrebbero essere messi in commercio. Come spiega Elena Meli sul Corriere della Sera, sono utili soprattutto per chi non trova sollievo nei farmaci tradizionali.

Ma come agiscono? Lo spiegano gli esperti della Società Italiana di Neurologia (SIN):

“I livelli di CGRP aumentano in concomitanza delle crisi e tornano alla normalità quando l’attacco si risolve – spiega Gioacchino Tedeschi, direttore del Centro Cefalee della I Clinica Neurologica dell’Università Vanvitelli di Napoli e coordinatore degli studi in corso su 3 dei 4 anticorpi monoclonali in sperimentazione –. Gli studi di fase I e II hanno dimostrato che anticorpi monoclonali diretti contro il peptide o contro i suoi recettori presenti sul sistema trigeminale bloccano questa via del dolore, impedendo a CGRP di innescare la crisi. Uno di questi anticorpi riduce in media del 70 % la frequenza e l’intensità degli attacchi di emicrania cronica con una sola iniezione sottocute ogni mese”.

L’anticorpo che per primo verrà messo in commercio è l’Erenumab, che è già stato presentato presso la European Medicines Agency. Gli altri 2 anticorpi monoclonali in sperimentazione a Napoli sono Eptinezumab, che si somministra per via endovenosa ogni 3 mesi, Fremanezumab, da assumere ogni mese per via endovenosa o sottocute, e Galcanezumab, da dare una volta al mese per via sottocutanea, anch’esso allo studio.

Unico dato negativo, il prezzo, che si preannuncia molto più alto dei farmaci standard. Del resto andranno prescritti solo nei casi più gravi, sottolinea Tedeschi. Casi in cui, per esempio, si hanno anche 14 attacchi di emicrania al mese per almeno tre mesi, o casi di emicrania cronica in cui il paziente non risponde ai trattamenti tradizionali. In tutti questi casi i nuovi anticorpi monoclonali hanno dato buoni risultati.

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