Salute

Malaria, in Italia le zanzare che la trasmettono non ci sono. O non c’erano?

Malaria, in Italia le zanzare che la trasmettono non ci sono. O non c'erano?

Malaria, in Italia le zanzare che la trasmettono non ci sono. O non c’erano?

ROMA – Malaria, in Italia non ci sono zanzare che la trasmettono. Questo dice l’esperienza degli ultimi decenni, da molti decenni in qua zanzare dei ceppi che portano e diffondono malaria in Italia non vivono più. C’erano cento anni fa o poco meno nelle zone paludose delle penisola ma non sono più neanche un ricordo. Bonifiche e condizioni igienico sanitarie sempre crescenti hanno estirpato dall’Italia la zanzara che la trasmette e quindi la malaria. Questo è. Senza dubbio. La domanda è: lo è ancora?

Il caso della bambina di quattro anni morta nell’ospedale di Brescia di malaria rende più che legittima la domanda che gli stessi sanitari si pongono. In Italia le zanzare che la trasmettono non ci sono. O non c’erano?

La bambina che viveva a Trento non era andata nelle passate settimane in vacanza in luoghi dove le zanzare portatrici di malaria ci sono. Non può dunque aver contratto la malattia a seguito di una puntura in zone malariche, dove la malaria è endemica. Forse, molto forse, una possibilità remota di contagio può essere ricercata in un precedente ricovero della bambina in un ospedale dove c’erano altri due minori che aveano contratto la malattia in Africa. Forse, molto forse, epidemiologicamente improbabile.

E allora la terza possibilità, quella tutta da verificare: che un ceppo di zanzare recanti il micro organismo che induce malaria sia arrivato e si sia stabilito in qualche modo e misura in Italia. Con un fenomeno analogo a quello che avviene nei mari e anche nei boschi italiani dove pesci, molluschi, alghe, piante prima estranei all’habitat italiano si vanno sempre più insediando. A seguito dei cambi climatici che spostano sempre più verso nord gli habitat di fauna e flora.

Così fosse, un’avanguardia di zanzara capace di indurre malaria avrebbe varcato il mediterraneo dopo aver scavalcato il Sahara. Così fosse, sarebbe non ancora un’emergenza sanitaria ma certamente una clamorosa e drammatica conferma del cambio climatico e delle sue crescenti e concrete minacce.

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