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Mangiare pesce contaminato compromette difese immunitarie

ROMA – Mangiare pesce contaminato nuoce alla salute, questo è noto. Ma fino a che punto gli effetti negativi superano di gran lunga i benefici di un alimento in teoria sanissimo, perché ricco di proteine e omega 3? L’allarme arriva dai ricercatori del The Scripps Institution of Oceanography dell’Università della California. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science Adances, mangiare pesci inquinati potrebbe compromettere le nostre difese immunitarie poiché interferisce con la naturale abilità del corpo umano di liberarsi da tossine dannose.

Scopo dei ricercatori è dimostrare come i veleni assorbiti dai pesci nei mari più inquinati possano agire sul nostro organismo. Lo studio è focalizzato sulle trasformazioni che subirebbe una proteina chiave, detta P-glicoproteina 1, che ha la funzione di combattere ed espellere le tossine nocive per l’organismo. Quando il suo ruolo viene meno, il corpo è più vulnerabile.

Secondo i rilievi condotti dai ricercatori californiani, alcuni dei cosiddetti POP (acronimo inglese di Persistent Organic Pollutants, cioè “inquinanti organici persistenti”) sono in grado di interferire con la P-Grigoproteina 1. Queste sostanze chimiche sono particolarmente resistenti alla decomposizione e con proprietà tossiche. Li troviamo in alcuni pesci, molti dei quali pescati al largo del Golfo del Messico.

“Dobbiamo assolutamente assicurarci che questi pesci non finiscano sulle nostre tavole”, dicono i ricercatori che sperano con i loro risultati di stimolare nuovi approfondimenti sul tema dell’inquinamento. Jacob James, direttore della fondazione Waitt Foundation, che ha finanziato lo studio, spiega: “Siamo l’unica specie in grado di influenzare in tal modo il suo habitat. Dobbiamo quindi agire in modo più responsabile e capire l’impatto che gli agenti chimici che usiamo possono avere sull’ambiente e sul cibo che ingeriamo”.